giovedì 1 gennaio 2015

Articolo che si deve leggere necessariamente.




Questo articolo non avreste voluto leggerlo


Un pezzo del New Yorker sull’importanza della titolazione giornalistica mette per iscritto una cosa che in parte sappiamo e che ha conseguenze rilevantissime che però vorremmo rimuovere: ovvero che sono soprattutto i titoli degli articoli a influenzare la nostra percezione del loro contenuto e ciò che ne conserveremo. A prescindere dal maggiore approfondimento e articolazione che troveremo nell’articolo. E in un sistema come quello dell’informazione italiana corrente – in cui il tasso di ingannevolezza e inaccuratezza dei titoli è straordinariamente superiore a quello già alto degli articoli – questo significa che ciò che conserviamo in termini di conoscenza della realtà e degli eventi accaduti è una grandissima quota di informazioni false.
As a result of these shifts in perception, problems arise when a headline is ever so slightly misleading. “Air pollution now leading cause of lung cancer,” ran a headline last year in the U.K. paper Daily Express. The article, however, said no such thing, or, rather, not exactly. Instead, it reported that pollution was a leading “environmental” cause; other causes, like smoking, are still the main culprits. It is easy to understand a decision to run that sort of opening. Caveats don’t fit in single columns, and, once people are intrigued enough to read the story, they’ll get to the nuances just the same. But, as it turns out, reading the piece may not be enough to correct the headline’s misdirection.
La ricerca citata dall’articolo ci dice in sostanza che dopo aver sfogliato i giornali – che leggiamo gli articoli o no – ciò che ci resterà in termini di informazioni assunte saranno soprattutto quelle descritte dai titoli. Ora fate mente locale alla titolazione ordinaria dei giornali italiani, e non vi sentirete fiduciosi nella crescita di una democrazia informata.
It’s not always easy to be both interesting and accurate, but, as Ecker’s study shows, it’s better than being exciting and wrong.
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