domenica 29 giugno 2014

Anche questa è lItalia. Un paese che ha uomini anche nei consigli comunali più indecenti e corrotti che lottano affinché trovino applicazione i principi della costituzione italiana.

Da Capaci a Dell'Utri

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Il ragazzo che arrivò per primo, con la sua macchina fotografica, da Giovanni Falcone pochi secondi dopo l'attentato, Antonio Vassallo, mi ha scritto una lettera. È un fotografo. Da 25 anni fa il consigliere comunale a Capaci, lottando contro il pizzo. Va nelle scuole, va a testimoniare la sua lotta per la legalità. Mi ha scritto una lettera per esprimere la sua indignazione per la pagina comprata sul Corriere dagli amici di Dell'Utri. È facile comprare pagine, se si hanno soldi. Dato che lui soldi per comprare pagine non ne ha, ritengo mio dovere dare lui voce nello spazio del mio blog. Grazie Antonio. Di seguito, la lettera.
Dimenticavo: il rullino gli fu sequestrato da due tipi in borghese con un distintivo in mano. Non arrivò mai in Procura. Probabilmente, la presenza di Antonio Vassallo salvò la vita agli agenti della scorta sopravvissuti all'attentato. Hanno potuto far sparire valigia e pc ma non hanno potuto uccidere più nessuno in quel momento.
"Cari "fiancheggiatori" di Marcello dell'Utri, mi chiamo Antonio Vassallo, sono un consigliere comunale di Capaci. Dopo aver letto la vostra pagina a pagamento, sul Corriere della Sera, con la quale avete sentito il dovere di esprimere vicinanza al vostro amico e capo, sento anch'io il dovere di ricordarvi che Marcello dell'Utri non è stato condannato per non avere saputo amministrare bene Publitalia o per avere falsato qualche partita della Bacigalupo calcio.
Non entro nel merito dei sentimenti di quanti di voi conoscono e vogliono mostrare la loro vicinanza a una persona detenuta, ci tengo a ricordarvi che Marcello Dell'Utri è stato messo in galera perché condannato a sette anni, a titolo definitivo, per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere avuto rapporti con chi nel nostro Paese, dalla Sicilia alla Lombardia, ha seminato terrore e sangue, uccidendo bambini, uomini e donne.
Dite che nulla può cambiare il vostro giudizio su chi ha contribuito a far crescere il nostro Paese. Perché non lo dite ai tanti ragazzi italiani disoccupati che non hanno mai voluto vendere la propria dignità per un lavoro? Ditelo ai familiari delle vittime di Mafia. Ditelo ai familiari di tutti i giornalisti che sono stati ammazzati da Cosa Nostra.
Vi ho scritto queste righe pensando a tutti gli italiani molto diversi da voi, che ancora amano coltivare il senso dell'indignazione, che vorrebbero dire - non attraverso le pagine di un quotidiano ma guardandovi in faccia - che chi ha favorito la Mafia ricoprendo il ruolo di Senatore è due volte Colpevolee va allontanato.
Potevate fare sentire la vostra "vicinanza e affetto" al vostro Marcello privatamente e invece, da maestri della comunicazione quali siete, avete voluto scegliere di farlo così, pubblicamente, sapendo bene che certe iniziative possono trasformarsi in pericolose interferenze su indagini in corso e contribuire a creare un clima di discredito nei confronti dei magistrati e degli uomini delle forze dell'ordine impegnati contro la mafia.
L'averlo fatto in modo così plateale è davvero inquietante, imbarazzante ed offensivo, in una Italia fatta da tante persone che vorrebbero comprare dieci pagine di tutti i quotidiani d'Italia per scrivere che la mafia è una gran montagna di m****, e che uomini come Il vostro "fiancheggiato" vi hanno costruito sopra le loro fortune politiche, compromettendo il futuro di molti territori Italiani. A Marcello Dell'Utri mi sento di dire molto umilmente di scontare serenamente i sette anni di prigione e al suo rilascio, di tornare tra la belle persone (quelle che forse non ha mai frequentato) quelle pulite, quelle che credono e operano ogni giorno inneggiando alla bellezza per farsi contagiare".
Grazie Antonio. Lo spazio del mio blog è l'unico che posso darti. Spero che altri rilancino la tua lettera facendola girare il più possibile.
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