venerdì 7 novembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo.

Jacques Attali, economista francese, a Milano per il World Business Forum: "Renzi può fare bene se vuole, i no Euro sono pericolosi"

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ATTALI
“Tra 25 anni vivremo in un modo in cui gli Stati Uniti non saranno la Nazione più forte, ma la loro leadership non sarà sostituita. La Cina guarda troppo al suo ventre per diventare il cuore del potere internazionale. Viviamo un ‘epoca simile a quella di barbari e antichi romani. Un grande impero sta per finire, ma non ce ne sarà un altro”. Firmato Jacques Attali: economista, visionario, saggista, eminenza grigia del Presidente Mitterand, consigliere di Nicolas Sarkozy e pure blogger di Huffington Post 
Anche lui sale sul palco del World Business Forum per ispirare gli imprenditori. Il suo aplomb, a differenza della maggior parte degli altri ospiti, è da intellettuale e professore, non da motivatore. Attali parla dal podio con voce vellutata, completo grigio, si muove poco e aggiorna la sua “breve storia sul futuro” (dal titolo del saggio del 2006). 
“Il 21esimo secolo sarà dell’Africa, che avrà una popolazione di due miliardi. Le aziende non potranno più ignorare questo continente. Potrebbe diventare il loro mercato più importante o l’incubo peggiore. Duecento milioni di persone vivranno in un Paese diverso da quello in cui sono nate. Siamo nel pieno di una guerra globale, combattuta con armi miniaturizzate e utilizzabili da chiunque”. 
Per gli Stati Uniti ci sono prospettive a tinte fosche, e per l’Europa?
Per uscire dalla crisi l’Europa deve avere un'agenda più chiara per un programma di investimenti a livello europeo, lanciare un Quantitative Easing da parte della Banca centrale europea e accettare che andiamo verso un sistema federalista. Solo così il vecchio continente potrebbe ritrovare la crescita e eliminare il problema del deficit di bilancio. Grazie alla crescita e non alle misure di austerity 
E nello specifico l’Italia come sta?
Al momento non bene, mi sembra evidente. Il vostro debito pubblico desta ancora molta preoccupazione. Penso però che Enrico Letta, prima, e Matteo Renzi, poi, abbiano avviato un processo importante di rinnovamento e modernizzazione del Paese. Nell’arco di 10 anni l’Italia potrebbe diventare più forte, sempre che riesca a procedere in questa direzione. Però le riforme vanno fatte in fretta. I vostri punti deboli al momento sono, oltre a lavoro e economia, le Istituzioni e le politiche familiari. 
Quindi Renzi le piace? 
Se vuole può fare bene 
Cosa pensa dei movimenti No Euro?
Sono molto dannosi, ma basta pensare che se ci fosse un rischio concreto di uscita dall'Euro i primi a portare via i propri soldi dalle banche sarebbero, parlando dell'Italia, Beppe Grillo e i signori della Lega Nord. Un'ipotetica nuova valuta avrebbe subito e, come minimo, un valore del 20% in meno rispetto all' Euro. La gente realizzerebbe immediatamente di aver perso parte dei propri risparmi e trasferirebbe i conti all'estero. Ora come ora sono pericolosi soprattutto in Germania, ma se questo Paese uscisse dall'euro si suiciderebbe per la terza volta, dopo il 1914 e il 1933 (alla vigilia delle Guerre Mondiali). Spero non lo faccia
Quale consiglio darebbe a un giovane che oggi prepara il suo futuro? 
Viaggiare, aprire la mente, conoscere realtà diverse, non stare fermo. Mai. Pensare al motivo per cui è venuto al mondo e perché speciale e diverso da chiunque altro. Può diventare un imprenditore, un'artista, quello che vuole, basta che sappia scegliere un lavoro che sa di poter fare solo lui e nessun altro. E poi non smettere mai di studiare. Le tecnologie moderne hanno ridotto i tempi di qualunque cosa, tranne quelli della gestazione e dell'apprendimento. Per imparare davvero ci vogliono anni.  

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