Is, nuovi raid Usa in Iraq. Network tv di al Arabiya: "Colpito al-Baghdadi"
Fonti americane non confermano né smentiscono se il capo dello Stato islamico sia stato ferito. Già a settembre scorso l'intelligence curda diffuse la notizia, poi sconfessata dal Pentagono, della morte del 'Califfo'
Non vi sono ancora prove fotografiche o video della morte o del solo ferimento di al Baghdadi, che nei mesi scorsi si è autoproclamato Califfo e principe dei credenti. La prima e finora ultima apparizione video di Baghdadi risale all'agosto scorso, quando diresse la preghiera comunitaria musulmana nel venerdì che precedeva il mese del digiuno di Ramadan nella Grande Moschea di Mosul, la seconda città irachena conquistata in giugno dall'Is.
La presunta morte del capo dello Stato Islamico era stata annunciata già a settembre scorso da fonti dell'intellicence curda, ma venne poi smentita dal Pentagono. Quella volta era persino apparsa una 'foto di Baghdadi morto', raffigurante un volto con gli occhi chiusi molto somigliante a una delle immagini note del leader jihadista.
Intanto una nuova raffica di attentati si è abbattuta sul'Iraq: è di almeno 36 morti il bilancio delle esplosioni di sei autobombe e ordigni in zone a maggioranza sciita a Baghdad e Ramadi.
Nella capitale 10 persone sono morte sulla strada Sinaa, nel centro del quartiere Karrada. Due deflagrazioni hanno colpito la zona di Amin e un'altra autobomba è esplosa davanti a un negozio, provocando numerose vittime.
Nelle stesse ore, a Ramadi, nella provincia occidentale di Anbar, un kamikaze a bordo di un fuoristrada militare ha preso di mira un checkpoint e ha ucciso 5 soldati. Prima dell'esplosione i militari erano stati attaccati a colpi di mortaio, in una battaglia durata oltre un'ora. Gli attacchi non sono stati rivendicati, ma l'impronta e gli obiettivi sciiti danno per certa la responsabilità dei miliziani sunniti dello Stato islamico.
Dal governo iracheno intanto oggi è arrivato il ringraziamento alla comunità internazionale per la decisione un pò "tardiva" di inviare altri consiglieri militari, soprattutto americani, che dovranno aiutare il Paese nella lotta contro l'Is. "Questa misura è un pò in ritardo - ha fatto sapere in un comunicato l'ufficio del primo ministro iracheno Haidar al-Abadi - ma è la benvenuta".
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