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ROMA - Le parole di Draghi "sono di buonsenso" perché ha detto che "chi fa le riforme" ha "il dovere di mettere in campo tutti gli strumenti di flessibilità che ci sono. Noi rispetteremo la regola del 3% ma diciamo che l'Ue non può essere soltanto tagli, vincoli e spread". Matteo Renzi - intervistato dalla tv toscana Rtv 38 - smorza ogni dissapore con il presidente della Bce, con cui era stato protagonista di un botta e risposta estivo.

Una precisazione anche sul rapporto con l'Europa. "Quando sento dire 'l'Europa ci salvera - sottolinea Renzi -...ma siamo noi che diamo i soldi all'Europa, è l'Italia che sta dando soldi all'Europa non il contrario, l'Italia dà all'Europa più soldi di quelli che l'Europa dà all'Italia ma bisogna che li spendiamo meglio". "Noi non stiamo chiedendo a qualcuno di esser aiutati - ha aggiunto -, noi in Europa non chiediamo aiuti, chiediamo rispetto, è una cosa diversa, nessuno di noi va in Europa a chiedere di avere un occhio di riguardo per l'Italia. Facciamo le riforme per essere seri con noi stessi e smettiamo di piangerci addosso".

Anche l'Europa però è chiamata a un cambio di ruolo. "Se devo stare dentro un'organizzazione di burocrati - spiega il premier -, ne ho talmente tanti a casa mia che non ho bisogno dell'Europa. L'Europa dev'essere il posto di risposta politica".

Nuova stoccata anche ai sindacati. "Si sono arrabbiati i sindacati, li lasci fare, tanto si arrabbiano sempre". Mentre sugli 80 euro precisa. C'è chi dice che la misura non ha incentivato i consumi, non è vero. Perchè l'analisi dei consumi segna un'inversione rispetto al passato. Gli 80 euro sono il simbolo di un'idea. Anche autorevoli economisti dicono che bisogna ridurre i salari, io non sono d'accordo, l'Italia non può ridurre il salario del metalmeccanico per far concorrenza al paese vicino o a quello lontano".

Intervista a Tempi. Azione del governo, Europa, scuola, persecuzioni in Medio Oriente e ddl omofobia. Erano stati questii temi toccati dal presidente del Consiglio in un' un'intervista al settimanale cattolico Tempi a Matteo Renzi. E quasi "riparatrice", per la mancata partecipazione del premier al meeting di Rimini di Comunione e liberazione, che comincerà domani e proseguirà fino al 30 agosto.

Togliere "il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito. Questa è la rivoluzione culturale che serve all'Italia: spalancare le finestre e fare entrare aria nuova", spiega Renzi al suo intervistatore, il direttore della rivista Luigi Amicone.

"Ci vuole lo spirito del maratoneta - continua il premier - Chiarezza sull'obiettivo finale e passo dopo passo si va avanti a viso aperto. Alla fine di questo percorso sono certo che l'Italia, grazie alle straordinarie qualità dei suoi cittadini, tornerà ad essere la guida, non il problema, dell'Europa". "Io vedo l'Italia che ci sarà tra dieci anni e sono certo che torneremo ad essere la guida in Europa".

Renzi si dice poi "molto preoccupato per la situazione in Libia" e nel Medio Oriente: "La questione è drammatica in molte zone non lontane da noi. Non si tratta di pensare a come ogni singolo stato possa da solo mettere in campo iniziative. Quel tempo è finito. Queste sono sfide che o l'Europa è in grado di affrontare o l'Europa non è. Dai fenomeni migratori, all'esodo di profughi e rifugiati, alle persecuzioni per motivi religiosi, qui si parrà la nobilitate dell'Europa, il suo essere protagonista nel mondo globale".

Quanto alla scuola "stiamo lavorando, e seriamente, con il ministro Giannini e con la sua squadra. E il 29 agosto vi stupirò: presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo. Che non è affatto vero sia un problema, ma un asset strategico del nostro paese, che va valorizzato e messo in sicurezza". "In ogni caso- aggiunge- la sfida educativa è la mia priorità. Tra dieci anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio; l'Italia sarà come l'avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti".

Del ddl omofobia presentato da deputato Pd Ivan Scalfarotto dice: "Non minaccia la libertà di parola. Ivan è stato duramente contestato anche da parte del suo mondo proprio per questo".

Sul piano economico, lo "Sblocca Italia" è "un provvedimento ambizioso per mobilitare 43 miliardi di risorse già disponibili e che si occuperà anche di efficienza energetica, reti digitali e semplificazioni burocratiche".