giovedì 21 agosto 2014

Un articolo da leggere con molta attenzione.

Da disoccupate a imprenditrici: ecco cosa serve

Servono capacità di redigere un business plan, fare marketing, negoziare. E conoscenze tecnologiche

(PIERRE ANDRIEU / Getty Images)

  
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Uno dei risvolti più drammatici dell’attuale crisi economica è la disoccupazione e in particolare la disoccupazione di lunga durata, fenomeni che compromettono la coesione sociale ed ostacolano la crescita. Le donne disoccupate sono il 13,2% e il 6,4% di queste sono disoccupate da più di un anno.
Il tessuto economico del nostro Paese è costituito per il 99% da piccole e medie imprese. Sono i piccoli e medi imprenditori che creano occupazione, ma solamente un imprenditore su tre è donna. Da ciò si evince che il potenziale imprenditoriale delle donne deve ancora essere sfruttato come fonte di crescita economica e di opportunità d’impiego.
Tra le varie attività promosse dalla Commissione Europea per migliorare l’occupabilità delle donne è stato avviato il progetto Woment, un’iniziativa pilota promossa congiuntamente da Italia, Spagna, Polonia, Grecia e Bulgaria con lo scopo d’incoraggiare l’auto-impiego e stimolare lo spirito imprenditoriale nelle donne.

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Nell’ambito di questo progetto è stata svolta un’indagine rivolta a donne disoccupate da almeno un anno, provenienti dai Paesi partner e selezionate tramite annunci pubblici su giornali e social media. Inoltre, esperte del settore della formazione, dell’imprenditorialità femminile, della pubblica amministrazione e delle Camere di Commercio a livello europeo sono state coinvolte in una fase preparatoria di analisi, con l’obiettivo di identificare le competenze chiave necessarie alle donne disoccupate per avviare con successo un’attività d’impresa.
Ciò che è emerso dal confronto è la presenza di alcuni elementi che ostacolano fortemente i percorsi d’imprenditorialità femminile. Tra questi la paura del rischio, le difficoltà di accesso al credito e la difficoltà di conciliare vita privata e lavorativa.

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Dal punto di vista delle competenze, ciò che principalmente è emerso dalle interviste alle donne disoccupate è un diffuso bisogno di abilità prettamente tecniche come competenze di finanza aziendale, capacità di redigere un business plan, capacità di marketing e negoziazione e competenze tecnologiche. Le esperte invece hanno evidenziato un bisogno di competenze trasversali, ovvero l’autodisciplina, la propensione al rischio, la capacità di concretizzare un’idea, il senso del profitto, la visione strategica e globale.
Le informazioni raccolte in fase di analisi sono state elaborate per pianificare e disegnare i futuri interventi formativi e i necessari strumenti di supporto per donne interessate ad avviare una propria attività imprenditoriale. Dal lavoro d’indagine svolto si evince che per promuovere l’imprenditorialità femminile è necessario: rimuovere barriere culturali e sociali che generano la paura del fallimento; eliminare le barriere legislative e amministrative; superare le barriere finanziarie facilitando l’accesso al credito e aumentando le competenze in campo finanziario; identificare figure modello cui le donne possano ispirarsi e cui possano rivolgersi per supporto. 
Nel corso dell’indagine sono stati anche identificati gli strumenti ritenuti più idonei per un efficace intervento formativo: laboratori pratici, formazione basata sulla risoluzione pratica di problemi concreti, workshop con donne imprenditrici, presentazione di casi di successo e buone pratiche.

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Sulla base delle informazioni raccolte sono stati messi a punto il profilo della donna imprenditrice in Europa ed una guida sulle buone pratiche in materia di promozione dell’imprenditorialità femminile a livello europeo; inoltre sarà definito un kit formativo rivolto a donne disoccupate presto disponibile online.
Il rapporto finale di ricerca, contenente i risultati dell’analisi svolta, conferma la necessità di intervenire in maniera radicale, focalizzandosi soprattutto sulla formazione pratica e sulla rimozione delle barriere che impediscono il diffondersi della piccola e media imprenditorialità femminile.
La formazione si conferma uno strumento essenziale per la promozione della cultura imprenditoriale tra le donne. 
Articolo pubblicato su www.ingenere.it a firma di Eleonora Perotti

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