Prima l’assemblea dei senatori M5S ha respinto le dimissioni dei colleghi Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni. Poi il capogruppo Alberto Airola, probabilmente su richiesta di Gianroberto Casaleggio, ha firmato l’espulsione. Nuovo scontro in casa 5 Stelle e nuovi malumori: lo staff sconfessa ancora una volta la volontà del gruppo. “Assemblea ancora una volta svilita, messa sotto e calpestata”, ha commentato su Twitter il deputatoWalter Rizzetto.
I due parlamentari sono fuori dal Movimento: lui, famoso per l’intervento a Palazzo Madama prima di Natale durante la maratona per la legge di stabilità (“Ma stiamo votando il testo di topolino?”) e lei, mamma del deputato Cristian Iannuzzi (anche lui dimissionario), avevano deciso di lasciare il Movimento 5 stelle dopo la richiesta del loro Meetup di Latina. I tre hanno annunciato l’addio il 22 dicembre scorso in polemica con la gestione del Movimento e le ultime evoluzioni in casa M5s (dalle espulsioni dei colleghi Pinna e Artini senza passare dall’assemblea, fino alla nomina di un direttorio). Fin da subito avevano ribadito la loro volontà di lasciare la carica in Parlamento e non unirsi al gruppo misto. Il voto dei colleghi per la loro permanenza metteva però in difficoltà Grillo e Casaleggio: le scorse dimissioni volontarie (Mussini, Bencini, Romani, Casaletto e Bignami) si erano risolte con un espulsione via blog solo un anno fa.
L’Aula del Senato voterà per le loro dimissioni nelle prossime settimane, ma per il momento i colleghi grillini avevano deciso a maggioranza che non avrebbero voluto la loro uscita dal gruppo. A preoccupare tra le altre cose anche l’eventuale ulteriore riduzione di organico per l’M5s a Palazzo Madama che comporterebbe meno budget e meno rappresentanza in commissione.
D’accordo erano in un primo momento anche i più vicini a Grillo e Casaleggio. “Nell’assemblea”, aveva spiegato l’ex capogruppo Paola Taverna, “Simeoni e Vacciano hanno ribadito di essere pronti a rispettare le regole del M5S – dalla restituzione di parte dello stipendio alle votazioni a maggioranza- fino a quando le dimissioni, reiterate di volta in volta, non verranno accettate dall’Aula. Nel nostro gruppo è previsto un passo indietro, ma a patto che chi lascia torni a casa lasciando posto ad altri”. Per cui, “fino a quando le dimissioni di Vacciano e Simeoni non verranno accettate ben venga che restino entrambi nel nostro gruppo piuttosto che passare al Misto per poi lasciare che a sostituirli sopraggiungano due neo senatori in ingresso al gruppo Misto”. Ma c’è già chi polemizza. I senatori ex grillini, ora, appunto, in forza al gruppo Misto, chiedono si faccia chiarezza sulla “disparità di trattamento“.