venerdì 9 gennaio 2015

A breve si chiameranno Movimento cinque espulsi al giorno.

Movimento 5 Stelle: espulso anche Cristian Iannuzzi

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L'emorragia dei gruppi parlamentari M5S non si ferma.

Solo ieri si è saputo dell'espulsione dei senatori del Movimento 5 Stelle Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni (decisione che si dice essere stata presa direttamente da Casaleggio, ribaltando quanto decretato in assemblea dai colleghi), oggi è notizia dell'espulsione del deputato Cristian Iannuzzi - peraltro figlio di Ivana Simeoni -; notizia data da lui stesso su Twitter.
Non si sa ancora nulla, quindi, delle motivazioni precise che hanno portato alla decisione dell'ennesima cacciata; quello che è certo è che Iannuzzi era sicuramente parte dei cosiddetti dissidenti, e che proprio negli ultimi giorni la tensione con i "talebani" era tornata a salire in seguito al post pesantissimo che aveva pubblicato su Facebook e intitolato "Casagregge associati":
Casaleggio, un imprenditore che presta dei servizi informatici - a fini di lucro - al blog di Beppe Grillo (piattaforma ufficiale del MoVimento 5 Stelle), ed ha assunto - in perfetto conflitto di interessi - anche il ruolo di capo politico vicario, posizionandosi al vertice della piramide a 5 Stelle.
non mi è facile comprendere questi passaggi. non mi è facile accettare la fedeltà ad un capo da parte di un portavoce parlamentare che siede nel Parlamento della Repubblica per servire il popolo italiano.
non era questa l’idea originaria di riVoluzione a 5 stelle. non era questo il MoVimento senza capi né padroni che io, e tanti altri come me, abbiamo abbracciato.
come siamo arrivati a questo punto?
Quel che è certo è che ormai le fila del Movimento 5 Stelle a Camera e Senato sono pesantemente falcidiate. La cosa non sembra preoccupare Beppe Grillo (che preferisce "pochi ma fedelissimi"), e invece dovrebbe, almeno se lo scopo è quello di far cadere Renzi e tornare al voto (obiettivo che dovrebbe essere in cima all'agenda di ogni opposizione). Se i conti sono giusti, sono 17 i senatori che erano entrati in Senato nelle fila del M5S e che oggi non ne fanno più parte: tutti voti che non fanno che rafforzare, de facto, la maggioranza del governo Renzi, visto che è praticamente impossibile pensare che gli espulsi dal gruppo votino a favore di una caduta del governo, situazione che comprometterebbe definitivamente la loro possibilità di restare a Palazzo Madama. Diversa invece la situazione alla Camera, dove l'abbondante maggioranza del Pd non può venire messa in discussione.

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