sabato 10 gennaio 2015

Kyenge ha ragione. Come sempre Salvini e Grillo sono gli sciacalli della politica italiana.

Francia/ Kyenge: "Salvini e Le Pen fomentano l'odio per qualche voto"

"In questo ore ho sentito parlare di colpe dell'Europa e dell'Islam da parte di Marine Le Pen in Francia e da parte di alcune forze estremiste in Italia, come la Lega Nord; queste dichiarazioni sono molto pericolese e fanno il gioco di chi ha come obiettivo la distruzione della nostra civiltà". Lo afferma Cecile Kyenge, europarlamentare del Pd ed ex ministro dell'Integrazione, intervistata da Affaritaliani.it sugli attacchi terroristici che stanno sconvolgendo la Francia. "Fanno campagna elettorale su questi tragici fatti e strumentalizzano la situazione per lucrare qualche voto in più"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Prima di tutto voglio dire una cosa importante: in questo momento dobbiamo essere tutti uniti per affrontare questa tematica così grave. Qualunque raginamento si faccia, tutte le forze politiche e sociali devono lavorare nella stessa direzione. Questa puntualizzazione è importante e comunque, se ci sono delle responsabilità per quello che è accaduto a Parigi, in parte, vanno ricercate nelle conseguenze della grave crisi economica. L'Europa a fatica cerca di dare una soluzione e, in parte, il disagio può portare alcune persone ad essere utilizzate dagli estremisti, che pescano proprio tra chi soffre per la crisi e tra chi non ha usufruito di una buona integrazione". Lo afferma Cecile Kyenge, europarlamentare del Pd ed ex ministro dell'Integrazione, intervistata da Affaritaliani.it sulla strage di Parigi.
"L'importante è essere uniti, tutti, contro l'odio e l'estremismo. Perché il vero nemico oggi è l'estremismo e purtroppo c'è chi predica e fomenta l'odio. Quanto accaduto a Charlie Hebdo è l'occasione per molti populisti che stanno utilizzando quanto è accaduto per far passare le loro tesi. Questo è molto sbagliato perché fomentando l'odio fanno il gioco dei terroristi. Ed ecco perché dobbiamo restare uniti tutti contro ogni forma di odio e di terrorismo. In questo ore ho sentito parlare di colpe dell'Europa e dell'Islam da parte di Marine Le Pen in Francia e da parte di alcune forze estremiste in Italia, come la Lega Nord; queste dichiarazioni sono molto pericolese e fanno il gioco di quelle forze che hanno come obiettivo la distruzione della nostra civiltà. Al contrario servono accoglienza, solidarietà e pace. Se vince l'odio che genera la guerra continueremo ad essere in uno stato di allerta in cui le persone dovranno sempre guardarsi alle spalle. Tutto ciò viene alimentato proprio da chi fomenta l'odio e dal disagio legato alla crisi".
"Non dobbiamo mettere etichette. La Lega Nord e altre forze estremiste italiane - continua la Kyenge - stanno facendo invece discorsi da predicatori che istigano e fomentano l'odio. Serve un linguaggio pacifico e di dialogo. I discorsi che sento dalla Le Pen e da Salvini sono molto pericolosi, fanno campagna elettorale su questi tragici fatti e strumentalizzano la situazione per lucrare qualche voto in più. Oggi il nemico non è l'Islam perché ogni persona è responsabile delle proprie azioni. Il vero nemico sono l'odio e la paura. Sbaglia chi usa il vestito dell'Islam per individuare un nemico che non è tale, le prime vittime sono gli stessi musulmani che sono stati uccisi in paesi come Pakistan e Nigeria. Non si tratta di una guerra tra religioni ma tra le persone. Stanno distruggendo i nostri valori e poi, se vincono, ci sarà uno stato di terrore. Siamo su un binario pericoloso e dobbiamo essere lucidi e forti".
"In questo contesto anche la stampa ha una grande responsabilità. Come i giornalisti scrivono e come danno le notizie è fondamentale. Le caricature di Charlie Hebdo hanno spezzato quella catena di chiusura perché non guardavano in faccia a nessuno con massima libertà. La matita è stata vista come nemico e la stessa arma ce l'hanno anche i giornalisti che devono essere alleati dei politici nel comunicare i messaggi nel modo giusto. I predicatori di odio fanno il gioco dei terroristi e per questo i giornalisti possono rovesciare la situazione con la loro matita verso la pace".

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