sabato 13 settembre 2014

Occorre cambiare politica economica in Europa. Non basta uno 0.4% per far ripartire l'Italia.

Il piano “segreto” Ue sulla flessibilità

13/09/2014 - di 

L’ipotesi di lavoro della Commissione: in caso di congiuntura sfavorevole la correzione di bilancio scende dallo 0,5 allo 0,1%: significa uno "sconto" per l'Italia da 6 miliardi di euro

Il piano "segreto" Ue sulla flessibilitàSarebbe già sul tavolo dei ministri del Tesoro europei, tanto che nell’ultimo bollettino della Bce c’era un cenno diretto, un documento relativo alla famigerata “flessibilità” più volte oggetto di scontro fra il governo e l’Europa.
FLESSIBILITA’ - A parlarne è Il Messaggero, che rivela:
In base all’ipotesi di lavoro predisposta dalla Commissione, lo sforzo di correzione «strutturale» dei conti per il 2015 al quale Roma verrebbe chiamata potrebbe essere abbassato dallo 0,5% allo 0,1% del Pil. In ballo c’è uno sconto di circa 6 miliardi che potrebbe essere concesso all’Italia.
Ma nei fatti come sarebbe possibile questo sconto? Il “trucco” è nella definizione di flessibilità: nelle regole attuali, infatti, nonostante venga definita nel cosiddetto “braccio preventivo” da applicare ai paesi in difficoltà, non è specificata nella clausola di flessibilità la quantificazione del minore o maggiore “aggiustamento” dell’obiettivo di medio termine per i paesi in difficoltà. Si specifica solo che debba essere correlato alle situazioni favorevoli o sfavorevoli congiunturali. Questo permetterebbe di abbassare lo sforzo strutturale italiano dallo 0,5% del Pil allo 0,1%. Fatti i debiti calcoli, si tratterebbe di un risparmio di 6 miliardi per il paese.
LA SITUAZIONE DELL’ITALIA - Per ottenere questo sconto, il paese dovrebbe soddisfare tre requisiti
Secondo Bruxelles la condizione sfavorevole si avrebbe quando si realizzano tre eventi: l’economia va male, il Paese ha un debito-Pil superiore al 60% e un «output gap» compreso tra -1,5% del Pil e -4% del Pil.
L’Italia avrebbe un output gap (la differenza tra quanto il Paese cresce e quanto crescerebbe in piena occupazione dei fattori produttivi) di -3,7 punti percentuali, rispondendo perfettamente ai requisiti richiesti.

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