mercoledì 10 dicembre 2014

Due grandi statisti a confronto.

Salvini: “Il referendum M5S è una presa in giro”. Grillo: lui è lì perché fa parte dell’establishment 

Botta e risposta a distanza tra il segretario leghista e il leader del Movimento. «La consultazione sull’euro è una perdita di tempo». «Voi siete stati al governo 8 anni»
ANSA
Il segretario della Lega Matteo Salvini beve una birra prima di una conferenza stampa presso la sede della Stampa Estera,

10/12/2014
Il terreno di battaglia, l’elettorato, è per certi versi comune. E questo già basterebbe a spiegare il perché dell’odierno confronto a distanza tra Matteo Salvini e Beppe Grillo. Entrambi sono scesi a Roma, entrambi hanno tenuto una conferenza stampa: il primo con i giornalisti della stampa estera, il secondo al Senato. ««Il referendum sull’euro di Grillo è una presa in giro, è una perdita di tempo. È un referendum consultivo che la Costituzione non prevede. Ha tempi lunghi ed efficacia zero. Piuttosto facciamo un sondaggio» ha attaccato poco dopo mezzogiorno il numero uno del Carroccio, rincarando poi la dose: «Non penso che la Lega farà la fine di Grillo. l’anno scorso di davano per morti mentre oggi la situazione è cambiata. Noi abbiamo un progetto per l’Italia e per la Ue; M5S, che pure ha preso tanti voti, non ho ancora capito che progetto abbia per l’Italia e per la Ue». 

La risposta di Grillo  
Non si è fatta attendere la replica di Beppe Grillo: «La Lega non è il piano B, il piano B siamo noi. Salvini è stato messo lì apposta perchè fa parte dell’establishment e per togliere noi dal contesto del dialogo politico». E ancora: «Lui ha preso i soldi, ha la moglie “ricoverata” alla Regione Lombardia (alludendo all’incarico presso l’ente, ndr). Io non ho interessi personali, non devo mettere la moglie o mio figlio. Questa felpa, questo maglioncino nella notte che dice cose sgradevoli su di me... Io nemmeno lo conosco. La Lega è stata per sette-otto anni al potere, ha preso i soldi... E Maroni ha finanziato i campi nomadi con 32 milioni di euro, la Lega c’era dentro». 

Contro i pedofili  
Salvini torna poi a cavalcare un vecchio cavallo di battaglia della Lega. Invoca la «castrazione chimica» per i reati di violenza sessuale. E chiede misure più dure contro la malavita. «Renzi sbaglia nel depenalizzare. In Italia non esiste più l’ergastolo. Servono più sicurezza e più legalità».  

Il fronte russo  
Salvini ha anche parlato del suo rapporto con Mosca. «Chi gioca contro Putin è un deficiente. Chi vuole i carri armati della Nato davanti alla Russia vuole portarci ad una guerra fredda che nessuno vuole», spiega il segretario della Lega Nord. E aggiunge: «Ho visto a Mosca decine di imprenditori italiani disperati e incazzati con il governo Renzi e con Bruxelles perché nessuno capisce le ragioni delle sanzioni. Alle violazioni dei diritti umani in Ucraina non crede nessuno, semmai a subire è la minoranza russa». Ricordando il suo incontro con il presidente russo, Salvini dice: «A Mosca non sono andato a chiedere soldi, ma perché apprezziamo una visione diversa dell’Europa che passa da lì e che non ha paura di Bruxelles». 

L’immigrazione  
Salvini non manca di commentare l’ecatombe nel Mediterraneo. «I 3.419 morti stanno sulla coscienza di chi ha voluto l’operazione Mare Nostrum», dice. «L’Austria fa bene a difendere i suoi confini, è la politica italiana sull’immigrazione che non va. Io me la prendo con la premiata ditta Renzi-Alfano che aprono l’Italia a tutti». Secondo Salvini, in tema di immigrazione «in Italia regnano anarchia e caos, in una situazione che non aiuta nessuno; anche per questo molti dei nostri ragazzi sono costretti a scappare all’estero. Perché, va ricordato, anche sotto sua maestà Renzi ogni giorno nel nostro Paese chiudono 120 aziende. Renzi in politica economica non ne azzecca una neanche per caso» 


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