giovedì 3 aprile 2014

Comunque la pensiate provate a leggere questo articolo.

Perchè il salario minimo non aiuta i poveri

di  - 03/04/2014 - Die Zeit rimarca come la soglia minima di retribuzione non aiuti i più deboli della società, che rischiano per la possibile distruzione di occupazione

Perchè il salario minimo non aiuta i poveri<1/4>

Perchè il salario minimo non aiuta i poveri
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Il salario minimo può essere una misura giusta, ma non aiuta i poveri ed al contrario, se fissato ad un livello troppo alto, penalizza proprio chi tutela, ovvero i lavoratori più deboli a bassa paga e qualifica che rischiano di perdere la loro occupazione.
Merkel und Gabriel
SALARIO MINIMO - In questi giorni il governo tedesco ha raggiunto una nuova intesa sul salario minimo, che sarà introdotto in modo graduale a partire dal 2015.  La soglia di retribuzione sarà fissata ad un livello inferiore per i datori di lavoro che occuperanno i disoccupati di lungo periodo, così da potergli offrire una paga che non scoraggi gli imprenditori ad assumere persone poco qualificati. La retribuzione garantita invece a livello generale dal salario minimo tedesco sarà di 8,50 euro lordi l’ora. Die Zeit pubblica un’analisi che evidenzia i limiti di questa proposta, se, come viene propagandata, l’obiettivo è il contrasto alla povertà. Il dibattito sul salario minimo in questi anni in Germania è stato caratterizzato da questo tipo di valutazioni, perché è stato ritenuto uno degli strumenti per riportare un po’ di giustizia in una società diventata sempre più disuguale dal nuovo secolo in poi.   Nel caso più favorevole per questa riforma ci sarà però solo un aumento del reddito delle circa cinque milioni di persone che guadagnano meno di questa cifra. Per Die Zeit un simile successo non andrebbe sminuito, ma al contempo questa prospettiva non soddisferebbe le ragioni di chi ha sostenuto l’introduzione della soglia minima di retribuzione.
SALARIO MINIMO E I POVERI COL LAVORO - Il settimanale tedesco sottolinea come il salario minimo non cambierà la vita a coloro che hanno un’occupazione, ma sono costretti a ricorrere ai sussidi sociali per aumentare il loro reddito. Si tratta di quasi un milione e mezzo di persone, per cui la situazione in realtà cambierà di poco. Anche col salario minimo non potranno rinunciare ad Hartz IV, il sussidio sociale introdotto dal governo rosso-verde all’inizio degli anni duemila.  Questo di lavoratori hanno infatti un reddito troppo basso perché sono occupati part-time, oppure svolgono professioni che li occupano in maniera saltuaria, così da generare un reddito troppo basso. Die Zeit rimarca come il vero aiuto a questa categoria di persone sarebbe la creazione di nuovo lavoro. Allo stesso modo si sbaglia chi reputa che il salario minimo sia una riforma che possa contrastare la povertà.
SALARIO MINIMO E POVERI SENZA LAVORO -  Molti poveri non lavorano, oppure ne riescono svolgere troppo poco per crearsi un reddito sufficiente. Chi soffre di povertà non viene toccato da una nuova imposizione sui  livelli minimi dei salari, così come in realtà la maggior parte di chi riceve retribuzioni troppe basse vive in nuclei familiari che non vengono toccati dalla povertà.  Si parla infatti di pensionati o studenti, che così guadagnano qualcosa in più rispetto alla loro condizione. Anche per questo il numero dei poveri attualmente in Germania non cambierà con l’introduzione del salario minimo. Se però questa riforma non funzionasse, e fissasse limiti retributivi che distruggono posti di lavoro, allora avrebbe l’effetto opposto. Il salario minimo infatti potrebbe rafforzare il plotone dei poveri senza lavoro, perché sono proprio gli occupati a bassa retribuzione e bassa qualifica coloro che rischiano di più quando non viene creata nuova occupazione, o viene distrutta. Un rischio che per la Germania sarebbe presente sopratutto nella parte orientale, dove si trova il maggior numero di lavoratori pagati meno di 8,50 euro l’ora.
RISCHI SALARI MINIMO - Die Zeit rimarca però come il rischio di una controriforma sul salario minimo sia piuttosto rilevante. Spesso in Germania si sostiene come questo tipo di strumento funzioni negli altri paesi, ma le differenze nelle sue applicazioni sono in realtà notevoli, e determinanti per l’esito. In Gran Bretagna per esempio è una commissione d’esperti a valutare per il governo in modo indipendente gli effetti della soglia minima di retribuzione, così da non fissarne una che penalizzi eccessivamente le aziende, così da distruggere posti di lavoro. In Francia invece avviene l’esatto opposto, con il governo che spende fino a 20 miliardi di euro l’anno per coprire la differenza tra il salario minimo fissato per legge e gli stipendi inferiori a questo livello. Con la conseguenza, come rimarca Die Zeit, che da molti anni il mercato del lavoro francese si trova in una situazione molto negativa, con una grande difficoltà di ingresso per i più giovani.

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