venerdì 28 marzo 2014

Senza entrare nel merito della proposta per la prima volta un leader parla in maniera chiara.

Renzi a Cgil e sinistra Pd: il contratto a tre anni non si tocca

ROMA – Matteo Renzi lo dice a tutto il Pd, in direzione, perché sinistra Pd e Cgil sentano: il contratto a tre anni non si tocca. E non si toccano due punti fondamentali della sua riforma del lavoro, il contratto a termine e l’apprendistato.
Il concetto, per il premier, è semplice:  il decreto è un tutt’uno e non può essere mutilato toccando due aspetti centrali. Quali lo spiega lo stesso Renzi:
“I contratti a termine e l’apprendistato sono due punti intoccabili della nostra proposta. Non sono due temi a piacere”.
Parole con cui il premier respinge quello che giudica un ultimatum e che hanno destinatari precisi. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, e i leader della sinistra Pd, Stefano Fassina su tutti. Sono loro a chiedere un contratto di due anni e non di tre. Sono sempre loro a chiedere un numero  limitato di rinnovi. Sono loro a chiedere, a proposito di apprendistato,  che ci sia assunzione obbligatoria di un apprendista prima di poterne chiamare un altro. Su questi punti la sinistra Pd minaccia barricate al Senato, dove il governo presieduto dal loro segretario è più debole.
Davanti a questo Renzi replica secco: con le vostre regole la disoccupazione giovanile è salita dal 25 al 40%. Sono regole che non funzionano.
“Non dimentichiamo  che con delle regole tra le più restrittive, vidimate dai sindacati, siamo passati da 25% al 40% di disoccupazione giovanile. Non si risolve problema lavoro rendendo più difficile l’accesso al lavoro ai nostri giovani. Poi io sono curiosodi vedere come collaborerà il Pd alla delega. Ma la delega deve avere i tempi certi”. 
Renzi, quindi, torna a parlare anche di cuneo fiscale. E lo fa ricordando che il taglio serve a dare “un po’ di fiato” al ceto medio:
Taglieremo “il cuneo fiscale non con un’operazione in burocratese puro ma tagliando a quelli che dicono meno abbienti ma che prendono 1300 euro e una volta erano ceto medio. E’ un pezzo di popolazione cui cerchiamo di restituire un po’ di fiato”.
Il discorso di Renzi, in ogni caso, convince il Pd: alla fine la sua relazione è stata approvata con 113 voti a favore, 8 astenuti (area Cuperlo) e 12 contrari (area Civati).

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