"Rigidità legislative, burocratiche, corporative, imprenditoriali, sindacali, sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro paese". Lo afferma il governatore di Bankitalia Ignazio Visco rievocando le parole di Guido Carli, durante la celebrazione del centenario della nascita dell'economista alla Luiss. Il numero uno di Palazzo Koch sferza così imprese e sindacati che non vivono un rapporto di grande collaborazione con il Governo di Matteo Renzi, segnando un altro punto di vicinanza con il premier dopo le sue recenti dichiarazioni sulla via da intraprendere per ridurre il debito pubblico.
Dopo oltre 40 anni i “lacci e lacciuoli” sono gli stessi: “I problemi odierni dell'Italia –dice Visco- sono molto simili a quelli che si potevano osservare al termine del governatorato di Carli: lacci e lacciuoli, intesi come rigidità legislative burocratiche, corporative, imprenditoriali, sindacali, sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro paese". Visco osserva che "oggi non manca, come non è mancata in passato, la consapevolezza delle cose da fare. Ma i movimenti della politica, del corpo sociale sono apparsi impediti e l'azione è risultata largamente insufficiente rispetto al bisogno". A giudizio di Visco "le conseguenze dell'immobilismo sono però oggi diverse da quelle degli anni settanta: mentre allora era l'inflazione, oggi è il ristagno economico”.
Per il numero uno di Bankitalia “i segni di risveglio che vediamo sono incoraggianti, ma vanno confermati nei mesi e negli anni futuri: la costanza dell'azione riformatrice è essenziale. Solo affrontando risolutamente i nodi strutturali che hanno frenato l'economia sarà possibile riprendere un sentiero di crescita robusta e strutturata".
Per "ridare vigore" all'economia italiana è di "evidente attualità" un'analisi fatta da Carli nel 1971, prosegue Visco. "La nostra economia - scrisse Carli - ha subito una ferita: né l'impulso della spesa pubblica, pur se orientata nelle direzioni più congrue, né l'espansione creditizia, pur se attuata con coraggio, varranno da soli a restituirle vigore. Occorrerà che durante un certo intervallo temporale si realizzino incrementi della produttività in modi compatibili con i più progrediti assetti che si mira a stabilire nella vita aziendale e nelle condizioni di lavoro. Se ciò non accadrà saremo costretti ad accettare saggi di sviluppo inadeguati”. Dalla citazione di Carli, Visco prende spunto per ribadire la necessità di sciogliere risolutamente i nodi strutturali del paese per ritrovare una crescita robusta.