"Ci sono alte autorità che spesso parlano a vanvera". A dirlo è il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando le affermazioni del governatore di Banca Italia Ignazio Visco sul freno allo sviluppo derivante dalla rigidità di imprese e sindacati. Parole che hanno ricordato le recenti posizioni critiche assunte da Matteo Renzi contro il sindacato.
“Ci sono sindacati e sindacati – prosegue Bonanni - imprese e imprese, associazioni imprenditoriali e associazioni imprenditoriali. Vero è che le massime autorità debbono stare molto attente a come parlano perché stanno diventando loro un problema, stanno gridando allo sfascio e stanno diventando loro gli untori del populismo italiano”. Per Bonanni, “se il governatore della Banca d'Italia, con tutto il rispetto, vuole davvero rendere un servizio al Paese, dovrebbe parlare con coraggio e trasparenza delle responsabilità delle banche nella crisi economica che ha investito in questi anni il nostro Paese. Guardassero ogni tanto al loro interno e riflettessero sulle loro responsabilità invece di scaricarle su imprese e sindacati".
Dura anche la reazione di Susanna Camusso. “Mi sembra un riproporre di ricette che hanno già mostrato il loro fallimento" dice il segretario generale della Cgil. “Il governatore, richiamando Carli, ha riprodotto un vecchio concetto dei lacci e lacciuoli. Quella, se non erro, era esattamente la stagione nella quale il paese ha cominciato a disinvestire sul lavoro, a precarizzarlo determinando così un lungo percorso di riduzione dei costi e degli investimenti e un abbassamento dei salari dei lavoratori. Non mi pare che questo abbia prodotto una qualità dello sviluppo del nostro paese, altrimenti – conclude Camusso - non avremmo una crisi italiana dentro la crisi finanziaria mondiale".
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti replica alle accuse formulate dal governatore di Banca d'Italia contrattaccando. Come azionista della Bce, Bankitalia non ha gestito nel modo migliore la crisi, come dimostrerebbe il numero di disoccupati in Europa, decisamente superiore a quello degli Stati Uniti. "Hanno fatto delle politiche per le quali metà dei giovani non hanno lavoro - ha detto Angeletti - una qualche forma di autocritica ci piacerebbe sentirla".