L’effetto delle aspre parole che Beppe Grillo ha rivolto giovedì al proprio gruppo parlamentare non si è fatto attendere. Ma non nel senso che l’ex-comico probabilmente si augurava. È il deputato laziale Adriano Zaccagnini il primo ad uscire allo scoperto. Lo fa su Facebook, con alcuni messaggi destinati non solo ai propri amici, dato che il suo profilo è pubblico. Attacca i giornalisti che fanno disinformazione, ma anche alcuni suoi colleghi, “spie che riportano mezze verità”.
Continua a leggere dopo la gallery
Zaccagnini attacca Grillo su Facebook
1 di 6
Facebook
  • Avanti
“Dato che ormai il mio nome gira sui giornali come se volessi trattenere le diarie oltre il rendicontato - scrive - e le spie interne al gruppo parlamentare riportano fuori mezze verità ecco al mia ultima email al gruppo”. Un lungo testo, nel quale Zaccagnini si sfoga, afferma di essere stato sempre corretto sul tema (“Non me ne frega un fico secco dei soldi di metterli in tasca facendo un'operazione meschina”) ma soprattutto attacca duramente Grillo, chiamandolo ‘Houston’, in riferimento al post che il leader ha dedicato all’argomento sul proprio blog
.
Racconta ai propri colleghi di aver già manifestato “un profondo disagio via email di fronte al metodo Houston”, disagio “non relativo solo alla questione dei soldi in sé” e dice di essere preoccupato relativamente alla destinazione dei soldi restituiti, che a suo avviso dovrebbero essere destinati a progetti di giustizia sociale.
L’attacco all’ex-comico è a tutto campo. Secondo Zaccagnini Grillo “se la ride che ci son quelli della cresta”, e il gruppo parlamentare dovrebbe tutelare i casi particolari senza cadere nella tentazione della “caccia alle streghe Houston style”. Decisivo il nota bene finale: “Il nostro centro di controllo è la Rete, la Gente, non Houston”.
Una sconfessione in piena regola, ribadita anche su altre questioni. A Zaccagnini infatti non sembra essere andata giù nemmeno la posizione del leader sullo ius soli, sulla quale aveva già manifestato qualche perplessità il suo collega Alessandro Di Battista: “Ma che vogliamo veramente che sia Houston a dirci chi ha diritto di cittadinanza o meno?”.
Il deputato si appella alla lungimiranza dei colleghi, in vista di un’assemblea che terranno lunedì: “Usiamo il buon senso e troviamo il modo di usare le risorse e anche di capire cosa migliorare o modificare in assemblea del metodo Houston che ha dei problemi”. Un metodo che ha stravolto secondo Zaccagnini quel che era già stato stabilito: “Si poteva semplicemente trattenere come era sembrato che Casaleggio ci avesse indicato fino a 10 giorni fa e come da codice, ora l'indicazione è diversa, ribaltata e bella dura, azz...”.
Qualcosa nel rapporto tra Zaccagnini e il Movimento sembra essersi rotto. Poco dopo pubblica un link dall’eloquente titolo: “Il rendiconto del M5s pubblicato da Grillo è falso”. Lo commenta così: “Lo avete notato che i fondi del tour elettorale non sono rendicontati bene! Da Houston è strano, forse hanno un problema di rendicontazione? Sono sicuro che è stata una svista”.
Passa un’ora e nuova domanda dai toni polemici: “Perché non sappiamo nulla delloStatuto che ha sostituito il Non-Statuto M5S?”. Forse arriveranno risposte. Forse, solo la gogna.