giovedì 4 giugno 2015

Questo articolo consigliato a tutti quelli che non hanno memoria come i leghisti o non conoscono la storia come i grillini. Il voto di preferenza venne eliminato proprio perché le organizzazioni criminali facevano convogliare i loro voti su politici collusi che a differenza di De Luca non sono mai stati neanche indagati.

Rosaria Capacchione: "A Caserta 20 mila preferenze agli uomini dei clan". In preparazione un'altra lista di impresentabili

Pubblicato: Aggiornato: 
ROSARIA CAPACCHIONE

Potrebbe non essere un'inchiesta come le altre. Quando in mattinata sono scattati i sigilli dell'antimafia, Dia e Dda, alle due gallerie del cantiere Porta Ovest di Salerno, grande opera finanziata con 150 milioni di fondi europei, Rosaria Capacchione ha cominciato a mettere in fila nomi e informazioni. E ad incrociare il tutto con i candidati delle regionali in Campania. Capacchione è senatrice, membro della Commissione Antimafia, e ogni tanto, come dice, "mi ricordo ancora di fare la giornalista". Da cronista ha scritto il libro "L'oro della camorra" che ha dato fastidio forse più di Gomorra al clan dei casalesi. Per quel libro, ma non solo, vive da anni sotto scorta. 
Così, "da giornalista visto che la presidente Bindi non ha ritenuto di coinvolgermi nella preparazione della lista", adesso ne sta preparando un 'altra. "Basata - spiega - su criteri diversi rispetto a quelli previsti dal Codice etico della Commissione e che daranno conto veramente di quanto i clan abbiano infiltrato il consiglio regionale campano". Per ora, dice, "mi sono limitata alla provincia di Caserta e incrociando fonti aperte e il mio archivio con le liste il risultato è che almeno 20 mila preferenze, il 5 per cento dei votanti, sono andate a figure vicine ai clan". Cioè a personaggi incensurati ma contigui ai casalesi per vincoli di parentela, per rapporti di lavoro e interessi comuni. Non tutti sono stati eletti ma certo si sono pesati. Sanno quanto valgono. E lo faranno valere quando necessario 
Sono vietati nomi e anche solo i riferimenti a liste e candidati. Non è aria. Non sarebbe neppure giusto. Certo i sospetti sono tanti. E l'Antimafia, "una vera Antimafia" sarebbe dovuta uscire dal fare il copia e incolla del casellario giudiziario e avrebbe dovuto svolgere un'indagine autonoma, che può fare, e poi comunicare riservatamente ai segretari dei vari partiti e delle liste civiche i rischi a cui si stanno esponendo. 
Nella lista Capacchione ci sono già una decina di nomi, un paio sono stati eletti. Altri sono rimasti fuori ma sono pronti a far valere il loro pacchetto di voti se e quando servirà. Mentre lo screening è in corso ("su tutte le liste, di ogni schieramento" specifica), ecco che stamani arriva il sequestro dei due cantieri a Salerno. I sigilli sono scattati nell'area di via Ligea e di via Sorgente dove sono in costruzione due gallerie. Il cantiere è una cosiddetta Grande opera che consiste nella realizzazione di un sistema di gallerie che dovranno collegare il porto di Salerno con lo svincolo autostradale della Napoli-Salerno. I fondi sono quelli europei, 150 milioni di euro del quinquennio 2007-2013. Il sospetto è che le imprese dei casalesi abbiano fatto cartello e siano entrate mani e piedi nel progetti delle Grandi opere di Salerno. Un anno fa c'era già stato un sequestro poi rigettato dal Tribunale del Riesame. Adesso sotto inchiesta ci sono "l'esecuzione dei lavori, le modalità dello svolgimento degli stessi, i materiali utilizzati e i relativi accertamenti ingegneristici e geologici". Sono sei gli indagati, direttori dei cantieri, legali rappresentanti e amministratori della società capofila dell'appalto. L'ipotesi di reato è crollo colposo visto che sono state accertate deformazioni nelle sbarre di contenimento del calcestruzzo per il sostegno delle paratie che mantengono ferme le gallerie. Sarebbe stata anche utilizzata "una miscela di calcestruzzo diversa da quella del progetto". Un calcestruzzo povero ad alto rischio di crollo. 
"A noi sta a cuore la pubblica incolumità" ha commentato Corrado Lembo, procuratore della Repubblica di Salerno. Ora il punto è che l'opera, una delle più importanti in corso a Salerno, è stata appaltata dall'Autorità portuale. Il progetto è stato programmato e sviluppato in attuazione di un protocollo d'intesa tra la stessa Autorità portuale e il comune di Salerno stipulato il 25 giugno 2004. De Luca, appena eletto governatore, è stato sindaco di Salerno dal 1993 al 2001 e dal 2006 al 2015. 
Vedremo dove porterà questa inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che scoppia nella città del neogovernatore ad urne delle regionali appena chiuse. E vedremo se e come incrocerà la lista di Rosaria Capacchione. "Quelle di cui parlo non sono persone pregiudicate. Sui loro nomi, però - aggiunge la senatrice - i partiti locali avevano già espresso riserve". 

Nessun commento:

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...