giovedì 4 giugno 2015

I veri problemi del nostro paese. Altri che le sciocchezze di Salvini e Grillo.

Quel dramma silenzioso dei genitori senza lavoro 

Quel dramma silenzioso dei genitori senza lavoro
Redazione
Disoccupati e con uno o più figli a carico. Secondo l’Istat sono oltre un milione i genitori che in Italia sono senza un lavoro, tra i 25 e i 64 anni, quella fascia di età critica che spesso ricomprende quanti hanno perso l’occupazione e difficilmente riescono a riposizionarsi, perché ritenuti in molti casi “troppo vecchi”.
I dati fanno riferimento alla media registrata nel 2014, una tendenza in crescita del 6% rispetto alle rilevazioni precedenti. Nel dettaglio, un milione e 36mila genitori vivono con il coniuge o il convivente, mentre 146 mila risultano “monogenitori”. Sono più donne (628mila) che uomini (554mila), una differenza che risalta soprattutto quando si analizzano i nuclei con un solo capofamiglia: sono 128mila le madri che devono comunque assicurare una vita dignitosa al proprio figlio pur non avendo un lavoro.
L’Italia di questi mesi, in piena campagna elettorale, dunque, sembra a due velocità: da un lato il governo punta tutto sui numeri relativi ai nuovi contratti, frutto della decontribuzione, dall’altro un’ampia fetta del Paese vive drammi familiari e di vita che non possono essere ricondotti a percentuali e statistiche. Ciascuno di questi genitori senza lavoro – e le donne sole in particolare – rappresentano una tragedia per cui governo, sindacati e istituzioni dovrebbero muoversi. Centoventottomila madri senza un’occupazione equivalgono a un piccolo quartiere di Roma o di Milano. E per uscire dalle statistiche e rendersi conto del dramma basterebbe immaginarsi palazzine stracolme di persone che cercano un impiego, nell’incapacità di assicurare una vita dignitosa al proprio figlio.

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