domenica 6 aprile 2014

Riceviamo e pubblichiamo.

Dossieraggi e parentopoli, M5S in subbuglio
Continua la faida tra i grillini calabresi

La base del Movimento 5 Stelle si scontra e il malumore passa attraverso la rete. Un gioco al massacro con incontri registrati per screditare gli avversari interni. E Molinari esce allo scoperto: «Mi preannunciano una calata di corvi per colpirmi»
di ADRIANO MOLLO
Dossieraggi e parentopoli, M5S in subbuglio
Continua la faida tra i grillini calabresi
Francesco Molinari

COSENZA - Su dossieraggi e parentopoli la base del Movimento 5 Stelle calabrese si scontra. Il malumore attraversa la rete per la “faida” scoppiata tra i parlamentari calabresi, con Morra, Nesci, Dieni e Parentela da una parte e Molinari a Barbanti dall’altra. Non mancano i colpi bassi e nei prossimi giorni la vicenda potrebbe esplodere con casi di mogli e fidanzate candidate alle eurepearie da portaborse e collaboratori di parlamentari. 
Per capire i metodi utilizzati bisognerebbe tornare al tempi della Gestapo, la polizia tedesca del Terzo Reich. In rete si racconta di persone reclutate per registrare gli incontri tra alcuni parlamentari e attivisti al fine di utilizzare il materiale audio e video per screditare e gettare fango sugli avversari. Un gioco al massacro che fa perdere di vista l’obiettivo del movimento. Una lotta fraticida che punta al controllo locale del movimento e il tutto avviene all’insaputa di Beppe Grillo e Casaleggio. 
Ieri il senatore Francesco Molinari è uscito allo scoperto, ma non spiega chi sarebbero gli autori e i mandanti del dossieraggio nei suoi confronti. Ma lancia messaggi sinistri: «Io non ci sto! Il prezzo di chi si impegna nella lotta contro il malaffare e la collusione è sempre stato alto (soprattutto in Calabria) e segue vie spesso impervie anche se trasparenti, a differenza delle frequentazioni di certe persone - apparentemente insospettabili - che ricevono pubblici ringraziamenti da "noti" personaggi - assurti al triste onore della cronaca giudiziaria - a causa della manifestazione della loro "disponibilità"». «Ed è grave e concordante la coincidenza dell'attività contro gli alfieri della legalità - aggiunge - portata avanti da colui che fu definito “il Lima di Reggio Calabria” con una preannunciatami calata di corvi verso la mia persona: per ora è l'unico commento che mi sento di fare. Ma non sarà un'operazione di dossieraggio che mi incuterà timore e mi farà desistere dalla lotta intrapresa nel M5S. Sono fortunato, visto che voci riguardanti questa attività nei miei confronti da parte di personaggi considerati irreprensibili ed infiltratisi nel Movimento calabrese si scontreranno contro l'assoluta inattacabilità della mia azione, personale e politica. Auguro, a coloro che in branco stanno tramando nell'ombra cercando sponda in oscuri MeetUp, che possano riuscire a conservare - muovendo i fili di utili idioti destinati a sicuro quanto inutile sacrificio - la mia stessa determinazione perché la mia replica sarà implacabile, in tutte le sedi, soprattutto se metteranno a repentaglio la mia famiglia. Parlo di personaggi che, con troppa disinvoltura - aggiunge - si sono mossi, non solo pubblicamente, contro provvedimenti diretti in modo inequivocabile contro la collusione politica-malaffare e di cui è chiaro il filo doppio che li lega, in privato, a certi mestatori e diffamatori professionisti, recentemente colti in fallo.». «Ma pupi e pupari hanno fatto male i loro conti...», avverte.

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