sabato 23 maggio 2015

Riceviamo e pubblichiamo.

In questo momento centinaia di persone stanno segnalando la pagina Facebook di Salvini

May 23, 2015
di Redazione

Grab via Facebook.
Due settimane fa, la pagina Facebook di Matteo Salvini è stata assalita da centinaia di immagini di gattini. Era parte dell'evento Facebook "Gattini su Salvini", e a fine giornata si contavano migliaia di persone immotivatamente entusiaste, decine di utenti bannati dalla pagina e una controiniziativa leghista per appropriarsi della "foto con gatto."
L'obiettivo era molto semplice: contrastare i "toni accesi su 'tortura' e fucilate" di Salvini con immagini "pucciose", e da allora gli organizzatori dell'evento hanno tentato di replicare il successo—senza riuscirci—prendendo di mira prima Beppe Grilo e poi Vittorio Sgarbi.
Perché, come dimostrato da altri eventi Facebook come " Spianare casa di Salvini con una ruspa" e "Raccolta firme per mandare Salvini a vivere a Beirut", a quanto pare nessuno riesce a mobilitare quanto lui.

Grab via Facebook.
La caratteristica di fondo di questi eventi è la stessa—contestare in maniera ironica e non-violenta quello che è percepito sempre più come il fomentatore numero uno dell'odio razziale e della xenofobia dentro e fuori la politica italiana.
L'ultimo esempio di questa tendenza è l'evento "Bloccare la pagina Facebook a Matteo Salvini", previsto per oggi 23 maggio e che finora ha raccolto più di 40mila partecipanti. Stando alla descrizione della pagina, l'evento vuole "infastidire Salvini per contestarlo senza violenza ma condannando comunque il razzismo e xenofobia di cui Salvini è responsabile."
Nella pratica, in questo momento i partecipanti stanno segnalando la pagina di Salvini per contenuti razzisti e incitamento all'odio con la speranza ultima, si legge, di "buttarlo fuori a calci in culo!!!!"
Fin da ieri sull'evento, oltre ai messaggi di chi promette di segnalare e chi dice di averlo già fatto, ci sono svariati fan di Salvini e della Lega Nord che criticano l'iniziativa sostenendo che l'evento vada contro la democrazia e il libero pensiero o rivendicandola propria insofferenza nei confronti di rom, clandestini, tasse o politici ladri.

Grab via Facebook.
Dall'altro lato, invece, c'è chi si oppone questo tipo di mobilitazione per il rischio di sostituire una contestazione vera e propria alla semplice partecipazione virtuale che non va più in là dello sforzo di premere il tasto "segnala" o cercare la foto più originale con dentro un gatto.
Nel frattempo, la reazione di Facebook non è così certa: se infatti da una parte quella di Salvini è una pagina "istituzionale" collegata alla sua attività di uomo politico, è indubbio che molti dei contenuti da lui veicolati possano incitare all'odio razziale. Quanto successo finora, però, può far intuire il risultato. 
Resta solo da vedere quale sarà la prossima mossa, da una parte e dall'altra.

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