domenica 17 maggio 2015

I contribuenti italiani devono pagare 120 mila euro per proteggere uno che voleva fare la secessione. uno che è stato condannato a 30 giorni di reclusione per aver lanciato uova contro Massimo D'Alema. Uno che come modello di società ha la Corea del Nord e la Russia di Putin. Uno che ha contribuito a distruggere il nostro paese permettendo che il suo partito utilizzasse i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per comprare diamanti in Africa.

In due mesi e mezzo 8465 poliziotti per la sicurezza del leader della Lega che si lamentava per le aggressioni subite ai comizi. Quanti italiani poveri si potrebbero sfamare con il costo della scorta? E quanta sicurezza in più sulle strade?
ALESSANDRO D'AMATO
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Quanti italiani poveri si potrebbero sfamare con 120mila euro al mese? Quanta maggiore sicurezza si potrebbe dare alle nostre città con 8465 poliziotti in più? Matteo Salvini, sempre pronto a chiedere agli italiani che non condividono le sue prese di posizioni contro gli immigrati di prendersi i migranti a casa propria dovrebbe riflettere su questo: se lui la smettesse di girovagare per le città e si dedicasse soltanto al Parlamento Europeo dove è stato eletto e per il quale percepisce un lauto stipendio si potrebbero aiutare tanti italiani con i 120mila euro al mese che costa la sua scorta, come riferisce oggi il Fatto Quotidiano, e si potrebbero lasciar pattugliare sulle strade gli 8465 poliziotti che in due mesi e mezzo sono stati impiegati per la sua protezione, come ha fatto sapere ieri il Viminale.

MATTEO SALVINI E GLI 8465 POLIZIOTTI PER LA SUA PROTEZIONE
Salvini ieri, dopo che a Marsciano in Umbria era stato accolto da contestazioni e uno sputo, era passato all’attacco del ministero dell’Interno: “Questi sono dei poveretti e non è l’Umbria, sono persone che hanno dei problemi”, ha commentato il leader della Lega con i giornalisti. Poi, parlando a Radio Padania si è chiesto: “Dove sono Renzi e Alfano? Dove la democrazia? Stamani pure uno sputo in faccia ho preso! Chi agita questo clima con quattro figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari tirando petardi tra le mamme con carrozzine? Mi viene il dubbio che a qualcuno impedire alla Lega i comizi faccia comodo”. “Dal 28 febbraio del 2015 a oggi – è stata la replica del Viminale – in relazione alle iniziative politiche dell’on. Matteo Salvini, che si sono svolte in 62 province, sono state impiegate 8.465 unità delle Forze dell’Ordine”. Ma alla Lega non basta e chiede al ministro di chiudere i centri sociali. “Se solo Alfano si occupasse seriamente di sicurezza iniziando a chiudere quei centri sociali che sono covo di delinquenti, certamente poliziotti e carabinieri potrebbero fare cose più utili che non seguire me nelle iniziative politiche”, ha dichiarato Salvini. La polemica, però è solo all’inizio. E a rinfocolarla ci pensa lo stesso titolare del Viminale: “Lo ripeto: non condivido parole di Salvini, ma come sempre proteggeremo il suo sacro diritto a manifestare”, ha scritto su twitter Alfano, che però – subito dopo e con una nota – definisce Matteo Salvini “in mala fede, il solito bugiardo, ormai irrecuperabile”.

MATTEO SALVINI E I 120MILA EURO AL MESE DELLA SCORTA
E non finisce certo qui. Scrive infatti Il Fatto Quotidiano:
A Salvini, aggiungono fonti di polizia, è assegnato un dispositivo di tutela di livello alto. La scorta del leader leghista è consistente, circa 30 persone che ruotano su cinque turni. Solo la sua sicurezza personale, quindi, costa allo Stato una cifra vicina ai 120 mila euro al mese. Inoltre, il numero fornito dal ministero dell’Interno non racchiude nemmeno tutti gli agenti impiegati per il suo tour elettorale degli ultimi due mesi e mezzo. Dagli 8.465 citati dal Viminale sarebbero esclusi, per esempio,gli agenti dei reparti mobili: la cifra altrimenti sarebbe ancora più alta (basti pensare che solo per la manifestazione di Roma del 28 febbraio sono stati schierati complessivamente circa 4 mila agenti). Dentro al conteggio, invece,ci sono le unità territoriali e quelle di rinforzo impiegate nelle varie fasi del servizio di sicurezza, che inizia ben prima dei comizi in piazza: quando Salvini arriva in una città, l’operazione di ordine pubblico comincia al casello autostradale e prosegue lungo un percorso “bonificato” (per il quale viene coinvolta,quindi, anche la polizia stradale).

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