lunedì 12 gennaio 2015

Non riuscirei mai a fare vignette come queste. E neanche a leggere. Sono un vecchio uomo dell'ottocento. ma mai accetterò che possa essere ammazzato chi le ha fatte.

Charlie Hebdo, nuove vignette su Maometto: "Diritto alla blasfemia"

Mentre arriva la conferma dell'esistenza di complici degli attentatori, mercoledì sarà in edicola il nuovo numero della rivista satirica. Charlie Hebdo non rinuncia al suo spirito e ricorda così il direttore ucciso
Violetto Gorrasi 12 Gennaio 2015
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ROMA - Charlie Hebdo non si piega al terrore e, anzi, rilancia.Perché, come ha ribadito a Le Figaro l'avvocato del settimanale Richard Malka, "abbiamo il diritto ad essere blasfemi". Pungente e irriverente, la rivista satirica onora Charb, il direttore ucciso insieme ad altri tre colleghi dai due fratelli franco-algerini Said e Chérif  Kouachi. E seguendo il suo motto - "preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio" - il giornale non arretra e annuncia nuove vignette su Maometto nel prossimo numero.
UN NUMERO DA RECORD - Dopo il massacro, la redazione del periodico ha ripreso a lavorare negli uffici che il quotidiano Libérationha messo a loro disposizione. I giornalisti sono ovviamente scortati, ma tutti hanno deciso di esserci, di continuare a lavorare sodo e con l'ispirazione di sempre. Con gli occhi di tutto il mondo addosso, Charlie Hebdo arriverà nelle edicole mercoledì, tradotto in sedici lingue, con una tiratura eccezionale di un milione di copie. "Non volevamo fare un numero necrologico, né essere lamentosi", ha aggiunto il nuovo direttore Gerard Biard. Satira sia, dunque, corrosiva come sempre. 
E intanto, dopo la grande manifestazione di orgoglio e solidarietà alla Francia sotto attacco da parte del terrorismo jihadista, continuano e si estendono le indagini sulla cellula di attentatori che il sette gennaio scorso hanno attaccato la redazione del settimanale facendo dodici vittime - venti nel complesso i morti tra mercoledì e venerdì - e che due giorni dopo hanno tenuto per una giornata intera la Francia nel terrore fino ad essere intrappolati e uccisi dalle forze speciali.
LA CACCIA AI COMPLICI - Amedy Coulibaly, autore della strage di quattro ostaggi ebrei nel negozio kosher di Parigi e prima di una poliziotta, "aveva senza alcun dubbio un complice". Ne è convinto il premier francese Manuel Valls che ha annunciato come "la caccia continua". Nel giorno del massacro, il nove gennaio, si era sospettato della compagna, Hayat Boumeddiene, che però ha lasciato la Francia una settimana prima (il due) arrivando in Siria attraverso la Turchia (l'otto gennaio Hayat ha attraversato la frontiera). 
vignetta charlie hebdo2-2
UN PIANO ANTI TERRORISMO - "Bisogna rimanere in guardia, perché sappiamo che le minacce sono sempre presenti", ha aggiunto Valls. Ecco perché è stata rafforzata la vigilanza intorno alle scuole ebraiche del Paese, con il dispiegamento di cinquemila agenti. Tra le ipotesi degli investigatori è infatti emerso che Coulibaly - quando l'otto gennaio ha aperto il fuoco contro una vigilessa a Montrouge - avrebbe voluto colpire un asilo ebraico nelle vicinanze. Lo avrebbe detto lui stesso a uno degli ostaggi del negozio kosher nelle lunghe ore di assedio. Il rafforzamento delle misure di sicurezza riguarda (oltre che le redazioni dei giornali) i luoghi di culto e le istituzioni religiose. Valls ha fatto riferimento anche alle sinagoghe e "alle moschee perché, contro queste ultime, nei giorni scorsi si sono registrati alcuni attacchi. Dobbiamo fare di tutto per garantire la sicurezza". Il piano anti-terrorismo prevede anche un miglioramento del sistema di intercettazioni telefoniche ("Dev'essere più efficace") e l’isolamento per i detenuti estremisti islamici nelle carceri francesi.
L'AUSPICIO DEL PAPA - Anche Papa Francesco, nel tradizionale discorso di inizio anno agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, è tornato sulle stragi di Parigi, sostenendo che sono il frutto di un mancato dialogo: "Una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte". "Un Medio Oriente senza cristiani sarebbe un Medio Oriente sfigurato e mutilato! - ha continuato il Pontefice - Nel sollecitare la comunità internazionale a non essere indifferente davanti a tale situazione, auspico che i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione, volta a giustificare tali atti di violenza". Tutti sperano che il suo appello non cada nel vuoto. 

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