domenica 11 gennaio 2015

A Parigi c'erano tutti i leader del mondo. Mancava solo Galandra da Pavia. Per fortuna ex assessore del comune di Pavia che è convinto di essere un capo di stato ma è un fedele servitore di almeno cinque partiti. Ogni anno ne cambia uno.


MANIFESTAZIONE EMOZIONANTE

Parigi, in corteo un milione e mezzo di persone
Sfilano anche tutti i leader del mondo

di . Categoria: CronacaEsteri
Strage Charlie Hebdo, Parigi, manifestazione Parigi
E’ il giorno della grande manifestazione. A Parigi, a sfilare da place de la Republique a place de la Nation, stanno sfilando circa un milione e mezzo di francesi per rendere omaggio alle tante vittime di una settimana di orrore e di terrore. La Francia si lecca le ferite, dopo la strage alla redazione di Charlie Hobdo, la drammatica uccisione di una poliziotta,  e le due angosciose battaglie con i terroristi che tenevano in ostaggio una ventina di persone. L’incubo è finito ma non è finita la preoccupazione. Non è un caso che tra poliziotti e soldati ci saranno oggi oltre tremila persone addette alla sicurezza dei manifestanti.
Sono presenti tutti i leader europei, l’Italia è rappresentata dal premier Matteo Renzi (il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato ieri a colloquio telefonico con il presidente francese Hollande). Presente anche Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera della Comunità Europea. Fra gli altri leader, oltre a Hollande e Sarkozy, Abu Mazen e Benjamin Netanyahu (i due hanno sfilato piuttosto vicini), l’ucraino Petro Poroshenko e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. In “rappresentanza” del mondo arabo il re Abdallah II di Giordania con  la regina Rania e il premier turco Ahmet Davatoglu. Merkel, Cameron e Rajoy in prima linea.
Ovviamente la manifestazione si svolgerà in una Parigi blindata e carica di tensione. Dopo il doppio blitz che ha posto fine a tre giorni di assedio e alla minaccia dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly e la rivendicazione di Al Qaeda, il presidente francese Francois Hollande ha riunito il suo governo all’Eliseo. Presenti il premier Manuel Valls, i ministri della Difesa Jean-Yves Le Drian, dell’Interno Bernard Cazeneuve, della Giustizia Christiane Taubira e della Cultura Fleur Pellerin, oltre a rappresentanti dei servizi di sicurezza.
“Durante questo incontro – ha affermato Cazeneuve – abbiamo fatto il punto sulle indagini. Noi vogliamo mantenere l’alto livello di vigilanza del governo. Siamo esposti a rischi. Manteniamo tutti i dispositivi degli ultimi giorni, anzi li stiamo rafforzando nei confronti di alcune istituzioni e luoghi di culto. È stato deciso un primo dispiegamento di mezzi supplementari di 300 militari e affineremo il dispositivo”.
La Francia, insomma, non è tranquilla. Si è chiusa la fase dell’emergenza ma per usare le parole del presidente Hollande “il nostro lavoro non finisce qui”. Gli investigatori stanno facendo il punto su quanto accaduto anche per ricostruire le eventuali responsabilità, alla luce delle segnalazioni che sarebbero arrivate dai servizi segreti nelle ore precedenti la strage. Si stanno ricostruendo i movimenti nell’ultimo periodo dei tre terroristi uccisi. E’ invece un mistero il ruolo di Hayat Boummedienne, la terrorista 26enne che secondo le prime notizie avrebbe avuto un ruolo al fianco di Amedy Coulibaly ma che invece sembra si trovi in Siria.
ieri due falsi allarmi mattinata, a Disneyland e per lo scoppio di petardi vicino al luogo di culto ebraico di Jaurès. La Grande Sinagoga di di rue de la Victoire è rimasta chiusa per lo Shabbat. Sul fonte politico fa irruzione la provocatoria dichiarazione dell’ex leader di Fn: ‘Io non sono Charlie’, ha dichiarato Jean-Marie Le Pen, che prende le distanze dalla solidarietà nazionale sulla strage.

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