sabato 3 maggio 2014

Riceviamo e pubblichiamo

Pelù contro Renzi? Ecco cosa c’è da sapere

Pelù contro Renzi? Ecco cosa c’è da sapere
Emilio Fabio Torsello
Con un foglio da leggere in mano che di tanto in tanto consultava, ieri Piero Pelù ha attaccato Matteo Renzi dal palco del concertone del Primo maggio. Tra le tante accuse che il cantante dei Litfiba ha lanciato all’ex sindaco di Firenze, quella di essere il “boy scout di Licio Gelli” che dà “l’elemosina” di ottanta euro agli italiani. Ma la querelle tra i due non è nuova e viene da lontano, da quando Matteo Renzi amministrava il capoluogo fiorentino e Piero Pelù curatore dell’Estate fiorentina.
Pelù arriva a guidare la manifestazione fiorentina nel 2006, con trionfo e complimenti. L’incarico – si legge da più parti – è ben pagato. Qualcosa, però, nel dietro le quinte probabilmente non va per il verso giusto e le dimissioni del cantante dei Litfiba arrivano a meno di un anno dall’incarico, motivate ufficialmente dall’impossibilità di conciliare impegni personali e istituzionali. Una  nota di AssoArtisti poi aggiungeva: “In riferimento alle dimissioni di Piero Pelù dall’incarico di Direttore Artistico dell’Estate Fiorentina (su cui non vi sono al momento notizie precise), il Presidente di AssoArtisti Mario Di Gioia ha dichiarato che la vicenda si lega strettamente alla proposta presentata in occasione dell’ultima riunione di Presidenza, quando è stato avanzato l’avvio di un progetto per la istituzionalizzazione della figura del Direttore Artistico, che deve avere compiti di razionalizzazione delle risorse di avere conoscenza delle normative che regolano il settore dello spettacolo e capacità, che non si inventano, di programmazione degli eventi e delle manifestazioni, oltre che di progettazione degli stessi. L’attuale anacronismo aggiunge Di Gioia, è, che questa figura di importanza fondamentale e strategica per il funzionamento di un settore che fattura oltre 25 miliardi annui, non abbia attualmente nessun riconoscimento giuridico ed è considerato solo un titolo nominale onorifico [...]“.
C’è poi la questione dello stipendio. Come si legge dal Corriere Fiorentinoil compenso di Pelù era “doppio” rispetto a quello di Pagani, precedente direttore artistico. Il suo successore, Riccardo Ventrella, vicino all’ex sindaco Renzi, avrebbe poi guidato la chermesse senza percepire un’euro di stipendio dal Comune (quindi soldi pubblici). E i lauti compensi percepiti dal cantante dei Litfiba vennero all’epoca sottolineati anche dall’opposizione proprio quando a gennaio del 2007l’amministrazione Domenici conferì al cantante la nomina di curatore dell’Estate Fiorentina 2007. “Pelu’ – si legge nella delibera di allora – è stato individuato proprio per la sua preziosa esperienze maturata in campo musicale, per l’attenzione che da anni rivolge al mondo dei giovani, per il suo radicamento sul territorio cittadino e per la sua formazione culturale”.
Da quando è diventato sindaco, Renzi è stato più volte criticato da Pelù, con eccessi come quello di ieri o come quando, nel 2013, scrisse su Facebook: “E’ il sindaco più latitante della storia”. La replica non si fece attendere e giunse via Twitter direttamente da Renzi: Piero Pelù «ha fatto il consulente artistico al Comune di Firenze prima che arrivassi io, e abbiamo visto i risultati… L’Estate fiorentina ora funziona, prima non funzionavalui prendeva i soldi, e chi c’è ora, Riccardo Ventrella, non prende soldi». Con l’assessore alla mobilità, Filippo Bonaccorsi, che rincarava la dose: «Pelù insiste nella sua personale battaglia contro Renzi. Dopo aver fallito come ben pagato curatore dell’Estate fiorentina nelle precedenti amministrazioni si scaglia contro la cultura in città e contro le strade [...]».
La vicenda dell’Estate fiorentina, dunque, torna e ritorna a fasi alterne tra Renzi e Pelù, tanto che anche ieri sul web in molti l’hanno menzionata. Le frasi di Pelù dal palco del Concertone, insomma, sembrano solo l’ultima e più recente puntata.
@emilioftorsello

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