giovedì 1 maggio 2014

Non basta il taglio del 50% dei permessi sindacali. Dovete eliminarli completamente e mandare quei nullafacenti a lavorare come tutti noi. E poi bisogna intervenire su tutte le altre forme di permessi privilegiando al massimo chi è portatore di Handicapa ma limitando nell'estensione del diritto al cugino dello zio della sorella del marito.

Riforma statali Renzi-Madia: pin del cittadino, taglio 50% permessi sindacali

ROMA – Una riforma, quella degli statali, che sia “aperta al confronto nei prossimi 40 giorni”, “tolta dalla campagna elettorale”, ma che non “abbia le gambe corte” e “non sia contro i lavoratori”, perché non si può dire ai dipendenti della Pubblica amministrazione di essere dei fannulloni e poi pretendere che assecondino i cambiamenti che proponi: così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in conferenza stampa accanto al ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, presenta la sua riforma della P.a.
Fra le idee allo studio anche “la riduzione del 50 per cento dei permessi sindacali“. E poi il “pin del cittadino“, un codice unico per accedere a tutte le pratiche, online:  “Oggi la Pa parla tredici linguaggi diversi e il cittadino ha bisogno di un traduttore”. Ha spiegato Renzi annunciando l’introduzione di un codice Pin per ogni cittadino, con il quale possa accedere alle pratiche burocratiche “dalle multe in giù”.  “Il pin – spiega – vuol dire mai più code per un certificato e non pagare più in un certo modo la bolletta”.
“Pensiamo che la riforma fatta contro le lavoratrici e i lavoratori abbia le gambe corte”, ha esordito Renzi. “Noi offriamo per 40 giorni al confronto la riforma. Per la discussione dei dipendenti, delle forze sindacali se vogliono fare avere la loro opinione e del mondo produttivo. Non è una generica apertura di dialogo ma l’ indicazione di scelte di fondo”.
“Se avessimo presentato oggi il ddl delega e il decreto” per la riforma della P.a. “avremmo avuto contestazioni di atto tipico della campagna elettorale”. Si aprirà dunque ora un confronto per “coinvolgere gli uomini e le donne che lavorano nella P.a.” e allo stesso tempo c’è il tentativo di “togliere dalla campagna elettorale” la riforma.
”Se passo giornata a dire che sei un fannullone è difficile che il destinatario dell’invettiva si senta motivato”. ”Certo che esistono fannulloni nella Pa, ma compito di chi dirige non è lamentarsi ma provare a cambiare”, ha aggiunto.
La riforma della Pubblica amministrazione si sviluppa su 3 assi: “capitale umano, innovazione, tagli alle strutture non necessarie”. Ovvero coinvolgimento dei dipendenti attraverso una lettera, “sforbicia Italia per il taglio agli sprechi e open data come strumento di trasparenza”.
“L’abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio comporta la possibilità di far entrare 10 mila giovani nella P.A“.
Accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali“. Sono due delle innovazioni che saranno introdotte con lo ‘Sforbicia Italia’.
”La possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico oltre un determinato termine”. Ci sarà anche ”l’introduzione del ruolo unico della dirigenza”, ha spiegato Renzi.
Poi è arrivato il turno del ministro competente, Marianna Madia, che ha subito sottolineato che è “molto importante” nella riforma della P.a. “unire il ruolo unico al fatto che la carriera sarà portata avanti per incarichi e non per fasce. Questo diventa fondamentale per le retribuzioni, ma anche che la valutazione che verrà fatta durante la carriera”.
La Madia riferisce di aver “chiesto un confronto innovativo” ai sindacati, ovvero ”no a un tavolo negoziale, ma sì a un confronto puntuale sul merito delle proposte”. ”Mi auguro che intervengano”, dice.

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  • Riforma statali: così Renzi e Madia vogliono cambiare la Pubblica AmministrazioneRenzi e Madia (foto Blitz)
  • Renzi e Madia (foto Blitz)
  • Renzi e Madia (foto Blitz)
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