lunedì 28 aprile 2014

Grillini sciacalli.


Tutta la storia del cartello censurato al comizio di Grillo a Piombino

di   - 28/04/2014 - Fra testimonianze e accuse di strumentalizzazione dei media


Tutta la storia del cartello censurato al comizio di Grillo a Piombino
Non accenna a placarsi l’ondata di polemiche per il «cartello sgradito» durante il comizio di Beppe Grillo a Piombino, che sabato ha parlato davanti all’acciaieria Lucchini, al centro delle cronache degli ultimi giorni per la recente chiusura del suo altoforno. I fatti sono noti: poco prima che il fondatore del MoVimento 5 Stelle salisse sul palco per prendere la parola, qualcuno tra il pubblico solleva un cartello: «Troppo comodo fassi vede’ a’ funerali. Non venite a fare campagna elettorale sulla nostra pelle».
cartello piombino grillo 2
IL CARTELLO STRAPPATO DI MANO A UNA DONNA - A reggere il cartello, racconta Alessandro De Gregorio su Il Tirreno, è Elena Masetti, un’insegnante, che poco dopo racconterà di come il suddetto cartello le sia stato strappato di mano e buttato lontano:
«Un cartellone innocuo – dice l’insegnante – voleva ricordare che la storia della vita, della morte e speriamo rinascita delle acciaierie è una storia nostra, di lotte fatte dai nostri operai, dai nostri sindacati, dal nostro sindaco. Un cartello strappato con rabbia dall’ignoranza».
IL CARTELLO RECUPERATO DA DUE DIPENDENTI DELLA LUCCHINI - A recuperare il cartello, ricorda ancora Il Tirreno, sono stati  Gianluca Rombai Luca Cini, rispettivamente operaio e impiegato alla Lucchini, che l’hanno tenuto sollevato per un po’ prima che un uomo del servizio di sicurezza del MoVimento 5 Stelle non lo facesse sparire definitivamente («piegato e portato via con la scorta della polizia», precisa nel suo articolo De Gregorio) tra fischi e qualche applauso, mentre l’uomo è seguito da una scia di giornalisti – come si vede in questo video girato dal giornalista stesso.

L’INTERVISTA ALL’IMPIEGATO DELLA LUCCHINI - La Repubblica ha poi pubblicato un video che raccoglie l’intervista di un impiegato della Lucchini, che ricostruisce ai giornalisti l’accaduto, esprimendo anche la propria condanna non solo per il gesto in sé, ma anche per l’intenzione da parte di Grillo e del MoVimento 5 Stelle di strumentalizzare il dramma dei dipendenti della Lucchini ai fini della campagna elettorale.
«CHI DISSENTE PUÒ FARLO» - Il comizio è poi proseguito senza intoppi, ma la polemica per quel cartello «censurato» è esplosa dentro e fuori l’ambiente politico. Se il candidato a sindaco del MoVimento 5 Stelle, Daniele Pasquinelli, ha rassicurato sul fatto che «Chi dissente ha il pieno diritto di farlo», al termine del comizio dal Pd si è levata la voce si Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente, che ha parlato di «strumentalizzazione», da parte di Grillo, del dramma di centinaia di famiglie piombinesi.


«UN CASO MONTATO AD ARTE», DICONO DAL MOVIMENTO 5 STELLE - I toni non si abbassano neanche online, dove – come si ricostruisce in questo blog – in molti hanno addirittura negato che le cose siano realmente andate come raccontato, e che quei video circolati in rete non racconterebbero l’episodio nella sua interezza, permettendo così ai detrattori del MoVimento di «montare un caso» da un episodio irrilevante. Sulla faccenda, com’era prevedibile, è intervenuto anche lo stesso Grillo, che su Facebook ha rilanciato un montaggio del video circolato, dove si sottolinea un lapsus dell’impiegato intervistato e si mostra il suo collega tenere sollevato il cartello – dopo essere stato tolto di mano alla ragazza – mentre parte del pubblico gli chiede di salire sul palco.
E LA RAGAZZA CHE REGGEVA IL CARTELLO… - Ma la discussione continua su Facebook e a intervenire è anche la stessa Elena Masetti, la ragazza che reggeva il cartello, e che racconta ancora:
IL CARTELLO mi è stato strappato di mano, dopo essere stata spintonata da un tipo piuttosto robusto…è sparito dalle mie mani, risucchiato con la velocità di un turbine, ero circondata da aderenti al movimento che hanno esultato…so che alcuni l’hanno ripreso: due operai e ne sono stata molto contenta, perché il cartello era per loro.
(Photocredit copertina: Twitter/IlTirreno)

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