"Grillo ha citato Hitler e pure una frase nazista sulla peste rossa. Poi ha proposto i tribunali del popolo. Ecco, faccio un'enorme fatica a pensare che quel che dice Grillo possa riferirsi a Enrico. Li separa un abisso". Lo dice a Repubblica Luigi Berlinguer, cugino del leader Pci.
"Ricordo bene una frase di Enrico - aggiunge -: 'Le invettive non le lancio contro nessuno. Non scaglio anatemi, sono espressioni di fanatismo'. Ecco, se Berlinguer si è imposto come grande statista è per la coerenza delle sue idee e dei suoi principi. E anche per la sobrietà della lingua politica, contro i fanatismi".
"L'esatto opposto" di Grillo. "Lui è un anatema e un insulto permanente. Persino il volume della voce è abissalmente contrario". Per il leader del M5S "tutto fa brodo sotto elezioni. Prevale l'insulto. Nel Pci non si insultava, si ragionava. Non c'era il falò del nemico, ma la critica serrata nel rispetto reciproco. Riesco a rendere l'incompatibilità assoluta tra le due figure?".
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