«Noi vogliamo tanto bene a questo paese che non lo lasceremo nelle mani di chi lo vuole distruggere». E ancora: «Difendiamo Napolitano vittima della campagna d'odio del M5s». Così Matteo Renzi in piazza della Signoria a Firenze nel comizio di chiusura della campagna elettorale per le europee. Fitto il calendario di impegni per il premier. In mattinata la conferenza stampa a palazzo Chigi per fare il punto sui primi 80 giorni di governo. Poi l'appuntamento nel pomeriggio a Prato per partecipere ad una manifestazione in sostegno del candidato sindaco Matteo Biffoni. In tarda serata a piazza della Signoria a Firenze, a sostegno dell'aspirante sindaco Dario Nardella.
Renzi: 80 euro sono solo l'inizio, giù le tasse
Il bilancio dei primi 80 giorni a Palazzo Chigi, è il tema della conferenza stampa di Renzi, che ne ha anticipato i contenuti con un tweet: «Dieci slide con le cose fare e i cantieri aperti». Al primo punto la riduzione delle tasse, indicata come l'unica strada per salvare l'Italia dal tracollo. In questo senso, ha spiegato il premier, gli ormai famosi 80 euro non sono «un'elemosina, ma l'inizio di una riduzione fiscale che non si fermerà». «Chi ha pensato che i nostri primi interventi siano stati interventi spot dovrà ricredersi». Fissata per giovedì la presentazione del progetto per rendere concreti gli obiettivi indicati dalla delega fiscale approvata da poco.
Accelerare l'approvazione del ddl delega sul lavoro
"Il giro d'Italia in #80 giorni": si chiama così la copertina con le 10 slides con cui Matteo Renzi ha illustrato in conferenza stampa l'azione del governo dalla sua nascita, dove «ogni riferimento agli 80 euro è puramente voluto». Tra i messaggi che il premier ha voluto lanciare nel suo incontro con i giornalisti a palazzo Chigi, anche un «Basta con la convegnite sul lavoro», con l'annuncio che il prossimo passo per combattere la disoccupazione sarà «la rapida approvazione del ddl delega» sul lavoro «che contiamo di accelerare quanto più possibile».
Riforme, l'iter riprende da lunedì
Nel bilancio dei suoi primi 80 giorni a palazzo chigi Renzi ha poi citato tra le riforme in itinere la legge elettorale «passata alla Camera» e il ddl sulla riforma del Senato «incardinata a palazzo Madama». Il premier ha spiegato di aver «accolto la richiesta di M5s e Fi di non "inquinare" la campagna elettorale con la discussione sulle riforme. Per me é stato un errore ma abbiamo accettato. Non voglio essere né fanatico né ideologico ma dalla prossima settimana al Senato si torna a lavorare sulle riforme». «Per le province - ha poi ricordato - non si vota più. Alcuni leader politici hanno cancellato alcune cose fatte: dopo decenni non si vota più per le province».
Trasparenza, impegno per mettere tutte le spese on line a giugno
«La presentazione on-line di tutte le spese verrà realizzata entro il mese di giugno», ha annunciato Renzi riferendosi all'impegno del governo per la trasparenza. «Voglio un'Italia leader della classifica della trasparenza, non più il paese del porto delle nebbie, ma il Paese del sole». In un passaggio, Renzi ha poi rivendicato la portata complessiva dei risultati raggiunti dall'Esecutivo dal suo insediamento, nel febbraio scorso: «I provvedimenti assunti fino ad ora non sono sufficienti a cambiare verso ma è difficile trovare altri governi che in 80 giorni hanno realizzato risultati così concreti e questo è per noi un elemento di stimolo».
Il voto di domenica senza effetti sul governo
Nel corso del suo intervento, Renzi ha poi chiarito che il risultato delle Europee di domenica non avrà ripercussioni, a prescindere dal risultato, sugli assetti politici che sostengono il governo («La coalizione di governo sta in 3 famiglie europee diverse, questo però non incide né oggi né domani sulla composizione del governo che rimarrà la stessa anche dopo le europee»), e di non essere preoccupato per le sorti del decreto Irpef. I mille emendamenti presentati, ha spiegato Renzi, sono «insidie naturali e fisiologiche che ci sono in Parlamento».
Renzi: dice mafia non esiste, no lezioni legalità da Grillo 
Parlando a Prato Renzi è tornato ad attaccare così Grillo: «Non accetto la lezioni di legalità da chi come Beppe Grillo è andato in Sicilia a dire che la mafia non esiste». E ancora:
«Lo diciamo oggi, nel giorno in cui ricordiamo Falcone e Birsellino. Noi siamo per la legalità in tutto il Paese. E quando si è dovuto affermare, pur toccando un nostro deputato, che la legge è uguale per tutti - ha rivendicato - lo abbiamo fatto senza tenennamenti». Poi ha ribadito la strategia chiedendo di convincere anche gli indecisi e chi vuol astenersi. : «Bisogna andare a prendere uno per uno il voto di quelli di destra. Non è una paro
laccia».