lunedì 10 febbraio 2014

Sempre bugiardo il generale Pound.

Quando Grillo voleva Monti al Quirinale e odiava Rodotà

Frontedelblog ripubblica alcune frasi del comico sulla corsa al Quirinale del 2006. "Basta gente con gli scheletri nell'armadio, serve uno come Monti. Rodotà? Un pensionato eccellente". Anche l'ex Garante della Privacy detestava il leader M5S. Nel 2012 scrisse: "Il suo populismo è pericoloso per la democrazia"

Il problema di Beppe Grillo è che la Rete non dimentica. Salta tutto fuori. Edoardo Montolli e il suo FrontedelBlog ormai sembra essersi specializzato nella caccia alle bufale del leader Cinque Stelle.
Scoprendo che appena sette anni fa Grillo di Rodotà non voleva proprio sentir parlare (http://www.frontedelblog.it/amarcord-quando-grillo-voleva-monti-presidente-della-repubblica-e-ma lediva-stefano-rodota). 
Sul suo blog, infatti, già seguitissimo sebbene fosse stato aperto da meno di 18 mesi, Grillo aveva vergato una lettera aperta a Massimo D'Alema (in corsa per il Quirinale assieme a Giorgio Napolitano e, guarda caso, anche a Giuliano Amato...) invitandolo a farsi da parte. Ma chi avrebbe voluto sul Colle sette anni fa Beppe Grillo? Non certo l'ex Garante della Privacy lanciato dalla sua «gggente» su internet, «contro cui - scrive Montolli - nel 2010 Beppe Grillo lanciò addirittura una "fatwa collettiva" a nome del blog», dato che Rodotà percepiva, secondo i dati pubblicati dall'«Espresso», una pensione da 8.455 euro lordi. Una maledizione mai cancellata, visto che qualche anno dopo il nome di Rodotà «apparve anche un anno più tardi sul blog, accompagnata dal solito strillo "per farvi venire la bile ecco qualche pensionato parlamentare eccellente"». L'odio tra Grillo e Rodotà è (o è meglio dire era...) ricambiato. La scorsa estate Rodotà su «Left» concionava di grillismi e pericoli per la democrazia. «La democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l'abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia è meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c'è in giro nell'Europa».
Ma la cosa curiosa è il candidato perfetto al Quirinale che Grillo aveva in mente sette anni fa: «Il presidente della Repubblica non può avere ombre, né possibili scheletri nell'armadio - scrive frontedelblog riprendendo il blog di Grillo del 2006 - abbiamo avuto in passato un Antelope Cobbler e credo che ci sia bastato. Ritengo che il nostro Presidente debba essere super partes, avere il rispetto della Nazione e aver fatto qualcosa di importante nella vita, non il politico di professione. Gli uomini e le donne le abbiamo, si chiamano Monti, Hack, Sartori». Avete capito bene. Altro che Rodotà, a Grillo piaceva il premier Mario Monti. Ma non ditelo troppo in giro...

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