Non sarà Forza Italia a far saltare il banco sulle riforme, sebbene il partito sarà decisamente all’opposizione. E anzi sarà proprio su quel tema che si misurerà la capacità riformatrice di Matteo Renzi, soprattutto la sua parola: “Noi – dice Mariastella Gelmini, vice capogruppo alla Camera – voteremo quell’accordo. Non un altro”. Anche perché quella che si profila è una maggioranza in parte diversa, anche se ancora con Ncd “che si conferma stampella della sinistra”.
Forza Italia resta all’opposizione, seppure collaborativa come dice Bondi?
“Noi saremo fermamente all’opposizione, non esiste l’ipotesi di appoggio esterno. Ma siamo disponibili a proseguire il percorso di approvazione della legge elettorale e delle riforme”.
Alfano e Lupi sono stati da Letta, finisce un Governo ma Ncd resterà in maggioranza...
“Ncd rischia di essere ancora una volta la stampella della sinistra, e in una condizione ancora più complessa rispetto a quella che aveva dato luce al Governo Letta, che in una prima fase era stato di larghe intese. Il Governo Renzi è targato Pd con il rischio di un allargamento della maggioranza a Sel. La presenza di Ncd in una maggioranza variegata e contradditoria rende la loro posizione debole, rispetto a quella – già debole – della permanenza nel Governo Letta dopo l’uscita di Forza Italia. È una scelta autonoma ma prendiamo atto che Alfano sceglie di militare nella metà campo nel centrodestra: vedo un po’ di contraddizione”.
Ma l’intesa sulla legge elettorale reggerà o temete modifiche nel passaggio di Renzi al Governo?
“Noi siamo disponibili a votare in Parlamento l’accordo sulla legge elettorale raggiunto tra Berlusconi e Renzi. Ma quell’accordo, non un’altra cosa. La preoccupazione è che laddove dovesse cambiare la maggioranza di Governo ci possa essere un condizionamento dei piccoli partiti con il rischio che le riforme si allontanino”.
Renzi ha più forza riformatrice di Letta?
“Lo scopriremo strada facendo. Oggi Renzi assume una responsabilità di Governo e sono molto chiare le sue ambizioni, lo sono meno i contenuti della proposta politica e le alleanze..”
Ma la vostra disponibilità va oltre la legge elettorale: riforma del Senato, titolo quinto, superamento del bicameralismo.. li volete anche voi. L’intesa reggerà?
“Me lo auguro, se dipendesse solo da noi sicuramente si va avanti: è nell’interesse del Paese avere una legge elettorale che la sera delle elezioni dica chi ha vinto, il risparmio di 1 mld di euro sui costi della politica e l’abolizione del titolo quinto che ha prodotto un contenzioso enorme. Però resta un tema.."
Quale?
“Se Renzi arriva a Palazzo Chigi, per la terza volta avremo un Governo senza la maggioranza nel Paese, senza le elezioni ma con una maggioranza raccogliticcia in Parlamento”.
Scommetterebbe su una scissione nel Pd?
“Non scommettiamo ma non do per scontata l’unità del Pd perché tra Letta e Renzi c’è stato più uno scontro di potere che un confronto di idee, è stata una resa dei conti che lascia strascichi e ferite aperte: non a caso Cuperlo ha invitato a non votare in direzione”.