Beppe Grillo e gli eletti a 5 stelle parenti di…
26/02/2013 - Nessuno è perfetto: anche fra gli eletti del Movimento spunta il seme del nepotismo
di Redazione
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Gli eletti attirano inevitabilmente l’attenzione e già emergono alcuni casi di candidature molto discutibili per quanto inopportune.
AUMENTA L’ATTENZIONE - Con l’approfondirsi dell’analisi reso necessario dalla nuova qualità di eletti, gli eletti del M5S stanno subendo uno screening molto più severo di quello assicurato da Grillo e dai loro compagni di partito. Uno dei primo è stato il caso di Azzurra Cancelleri, già sorella del capogruppo del M5S Stelle all’Aseemblea Regionale Siciliana. Straordinario e imbarazzante caso d’occupazione familiare del potere in quella Sicilia nella quale proprio Grillo aveva tuonato contro le parentele e dove i militanti hanno fatto della denuncia dei nepotismi uno dei pilastri della campagna elettorale.
I CASI- Brutto anche quelo di di Yvonne De Rosa, prima eletta nella Circoscrizione Europea. Che alcuni tra quanti hanno vissuto le parlamentarie da vicino dicono si sia iscritta soltanto il 6 novembre 2012 e che avesse partecipato ad un unico MeetUp il 19 ottobre per votare il ragazzo. Ovvero, quel Roberto Fico, eletto a sua volta come primo in Campania. Brutto anche quello in Puglia di una coppia composta da fratello e sorella: Maurizio Buccarella, primo classificato, e Tiziana Buccarella, arrivata però solo all’ottavo posto.
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PIU’ CASTA DEI BOSSI - Decisamente imbarazzante è anche il caso riportato daNonLeggerlo e da altre fonti, che vede Ivana Simeoni eletta senatrice della Repubblica e suo figlio Cristian Iannuzzi alla Camera dei Deputati, roba da superare di slancio persino il reddito di Umberto e Renzo Bossi, perché il povero Trota è “solo” consigliere regionale”
PER GRILLO VA BENE COSI’ -Un caso raro anche nella Prima Repubblica a questi livelli, almeno andando a memoria. Secondo Beppe Grillo si tratterebbe d’inevitabili sbavature di un sistema all’esordio, anche se ovviamente si tratta di episodi che hanno suscitato grossi malumori anche tra gli aderenti al partito. Resta comunque il fatto che né il M5S, né il capo del partito sembrano aver intenzione di provare a correggere questo tipo d’errori chiedendo le dimissioni degli eletti che già hanno un parente proiettato in una posizione di potere. Non ci dovrebbe essere niente di sconveniente nel sostituirli con altri militanti, il fatto che non accada proietta su Grillo e sugli aderenti al suo partito la piena responsabilità della parentopoli a 5 stelle.
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