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BERGAMO - Fuori urla, slogan, lancio di farina e ortaggi e qualche petardo. Dentro la promessa agli imprenditori di tagliare l'Irap e ridurre le tasse. Matteo Renzi, intervenuto all'assemblea di Confindustria a Bergamo, è stato accolto dalle proteste di circa 300 lavoratori aderenti alla Fiom-Cgil che, sotto la pioggia battente, hanno gridato contro l'abolizione dell'articolo 18 e la mancata creazione dei posti di lavoro. Davanti alla platea il premier ha assicurato un taglio delle tasse di 18 miliardi. E agli imprenditori dice: "Ora basta alibi".

Renzi poi si è recato alla Tenaris di Dalmine, dove è stato nuovamente fischiato dagli operai, che gli hanno urlato "Buffone, vai a lavorare". Prima ancora del suo arrivo i manifestanti hanno fischiato i colleghi all'interno della fabbrica, che hanno scelto di non scioperare.

Fiducia. "Non andiamo da nessuna parte se non recuperiamo la fiducia", ha detto il premier. "Bisogna cambiare, ma dobbiamo avere il coraggio di non rassegnarci", ha detto Renzi che ha ribadito che l'Italia "è oggi una grande potenza internazionale, in particolar modo industriale, perché questo oggi siamo, se siamo questa cosa qui, lo dobbiamo a quelle donne e uomini che nel corso degli anni hanno avuto il coraggio di rischiare, di metterci non solo la faccia ma anche il cuore".  Per il premier, dunque, per prima cosa "deve cambiare la politica. Un imprenditore dà il buon esempio, non fa seminari. E la stessa cosa deve fare la politica".

Legge di stabilità. "In questa legge di Stabilità, che sarà una manovra da 30 miliardi, senza un centesimo di aumento delle tasse, libereremo uno spazio di patto per i comuni per un miliardo di euro, con un miglioramento del 77% del patto di stabilità. Lo approveremo mercoledì in Cdm", ha annunciato il presidente del Consiglio, che, rispondendo al presidente della Regione Lombardia, ha aggiunto: il patto di stabilità "è stupido, ma lo rispetto perché l'Italia ha un problema di credibilità in Europa. A me non piace il Fiscal compact, ma siccome è stato votato da forze politiche di tutti i colori, io non posso oggi dire 'faccio come mi pare'. Posso dire dal 3% arriviamo al 2,9%, per liberare 11,5 miliardi".

Poco prima Roberto Maroni aveva rivolto al governo la richiesta di "consentire di utilizzare risorse che abbiamo risparmiato, abolendo il patto di stabilità". Il presidente della Regione applaudito dalla platea, ha definito il vincolo di spesa "ingiusto e iniquo": "Lei stesso da sindaco lo aveva definito patto stupidità", ha poi aggiunto rivolgendosi a Renzi e ricordando le critiche da lui mosse al patto di stabilità quando era sindaco di Firenze.

"Meno tasse". Nella legge di stabilità ci saranno "incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi a chi fa assunzioni a tempo indeterminato", ha proseguito il premier. "Togliamo per i nuovi assunti l'articolo 18 e togliamo il peso fiscale per i primi tre anni", ha chiarito. "Tutti parlano dell'articolo 18. Invece 18 sono i miliardi che taglieremo come tasse tra la legge di Stabilità per il 2014 e quella per il 2015. Di questi 18 miliardi, dieci andranno a finanziare in modo stabile il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo in detrazioni fiscali per le famiglie, e il resto andrà in due misure: incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato" e il resto per la riduzione dell'Irap "che è una tassa che manda fuori di testa per la sua componente lavoro".

Il tutto per quella che il premier definisce "la più grande riduzione delle tasse" mai fatta in Italia. "Dal 2015 viene abolita la componente lavoro della tassa Irap che vale circa 6,5 mld di euro - ha detto ancora -. Su questo Confindustria e le altre organizzazioni datoriali ci hanno incalzato più volte", ha ricordato Renzi.

Tfr. Anche la questione del Tfr è al centro delle attenzioni del governo: "Vogliamo consentire a chi vuole di lasciare il Tfr su base mensile" nelle aziende, "e cerchiamo un accordo con banche per un'operazione di sostegno alle piccole e medie imprese". L'accordo, spiega Renzi, potrebbe arrivare a breve anche se l'Abi fa sapere a Repubblica.it che non c'è ancora un testo: "Ci sono stati contatti di natura tecnico giuridica - dice Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi - per verificare e analizzare tutti i profili dell’operazione, quando ci sarà un testo su cui confrontarci, forniremo la nostra valutazione. Siamo pronti a un esame senza pregiudizi, come abbiamo sempre fatto in questi anni con le diversde convenzioni in materia di credito".

Riforme e opere pubbliche. In Italia, ha proseguito Renzi, ''lavorano di più i giudici che i manovali'' e ''la cosa insopportabile è lo scaricabarile'', ha affermato senza citare  direttamente il disastro di Genova, ma spiegando che anche se ''le riforme sono fondamentali'' poi succede che ''le opere pubbliche sono fermate da ricorsi e controricorsi''.

Scuola. Le occupazioni delle scuole contro il governo non sorprendono Renzi: "È sempre così", ha detto il premier, aggiungendo però che anche "i ragazzi" devono accogliere "una sfida" sulla riforma della scuola: "Dicono che il governo deve cambiare... Sono molto orgoglioso perché se le occupazioni di quest'anno non avessero preso di mira il governo mi sarei sentito menomato. È sempre così... Pongo però una sfida anche ai ragazzi: c'è un sito, la buona scuola, criticate la riforma, ma criticatela nel merito di queste 136 pagine".

Fino al 2018. Nessun dubbio, per Renzi, di arrivare alla fine della legislatura: ''Io vi chiedo di lasciare da parte le divisioni culturali ed ideologiche'', e ''di dare una mano non a noi ma agli italiani'', ha chiesto il presidente del Consiglio Matteo Renzi agli imprenditori di Bergamo, assicurando che ''alla fine della legislatura ci arriveremo col Paese trasformato''.

Estero. "Il mondo è cambiato a una velocità impressionante, viviamo in un periodo duro", ha detto il premier, parlando di politica estera e ricordando quanto accade in Ucraina e in Siria. "È necessario rafforzare il processo di pace - ha proseguito -, perché la situzaione in Libia e in Iraq è esplosiva". Poi ha ricordato che ''a margine del vertice Asem di Milano faremo incontrare Putin e Poroshenko per provare a rafforzare il dialogo'' fra Russia e Ucraina.