lunedì 13 ottobre 2014

Non riuscirò mai a capire come possa accadere che un membro del patto atlantico smentisca un impegno preso.

La Turchia smentisce gli Usa sull’uso 

delle basi aeree per i raid anti Isis 

Susan Rice, la consigliera per la sicurezza di Obama aveva parlato di un’intesa raggiunta. Ma fonti governative di Ankara dicono: «Nessun accordo» 

di Redazione Online 


La Turchia nega di aver concesso agli Stati Uniti l’uso della base aerea di Incirlik, nel quadro della battaglia contro l’Isis, come era stato annunciato da Washington. Una smentita dunque, dopo che Susan Rice, consigliera per la Sicurezza della Casa Bianca aveva affermato il contratrio, arriva da fonti governative di Ankara. Nessun «nuovo accordo» con gli Stati Uniti, dicono dalla Turchia. E un’intesa non è stata raggiunta nemmeno sulla base Incirlik, ha specificato la fonte, aggiungendo che «i negoziati continuano sulla base delle condizioni già poste dalla Turchia». Ankara, dall’inizio dei raid statunitensi contro Isis, rifiuta di unirsi alla Coalizione internazionale a guida Usa. La versione ufficiale è che i raid aerei contro i campi jihadisti potrebbero rafforzare il presidente siriano Bashar al-Assad, principale avversario del governo turco. Le autorità turche hanno posto come pre-condizione per la loro partecipazione all’intervento militare, la creazione di una zona cuscinetto e di una no-fly zone nel nord della Siria, la fornitura di armi ai ribelli siriani con l’obiettivo di deporre l’attuale regime di Damasco. 
La questione curda 
In realtà Erdogan infatti è stato più volte accusato di non voler intervenire contro Isis preferendo una politica in funzione anti curda. Nei giorni scorsi CorriereTv ha mostrato le immagini dal fronte di Kobane, con i tank turchi fermi mentre i guerriglieri di Isis issavano la bandiera nera della jihad. E non solo. A indignare la comunità internazionale sono anche le immagini dei profughi curdi bloccati al confine che cercavano di trovare rifugio in Turchia scappando dalla Siria, così come a molti curdi turchi non è stato concesso di passare la frontiera per andare a raggiungere i commilitoni peshmerga. 
La battaglia di Kobane
Nel frattempo i miliziani curdi che difendono la città di Kobane, nel nord della Siria, hanno lanciato un contrattacco contro le forze dell'Isis, riconquistando alcune posizioni grazie al sostegno aereo della Coalizione internazionale guidata dagli Usa che ha effettuato cinque raid aerei. Lo riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). In particolare, le forze curde hanno ripreso il controllo di due postazioni nel sud della città uccidendo 13 jihadisti e sono avanzate anche nel settore est.

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