Berlusconi contro "parlamento di nominati". Minoranza Pd: "Allora via liste bloccate"
Il leader di Forza Italia prima sbaglia comizio poi critica il Porcellum ideato nel 2005 da un ministro del suo governo. La replica del dem D'Attorre: "Allora si inseriscano le preferenze nell'Italicum". In serata il Cav torna ad attaccare la magistratura: "Tangentopoli fu la prima sospensione della democrazia"
Intervenendo telefonicamente a una manifestazione elettorale in Sardegna, dunque, Berlusconi è arrivato a criticare quel Porcellum che, nel 2005, è stato partorito da un ministro del suo stesso governo, vale a dire Roberto Calderoli, titolare del dicastero per le Riforme. "Avevamo perso il rapporto con le persone - ha detto il Cavaliere, che stamani ha confuso il collegamento telefonico col comizio organizzato ad Alghero, in Sardegna, pensando di parlare con il club Fi di Aquileia, in Friuli Venezia Giulia - e in parlamento c'erano i nominati. Questo fatto ha prodotto che i parlamentari non dovevano tornare a casa e occuparsi dei problemi locali e occuparsi degli amici che dovevano votarli la prossima volta. E questo ha fatto perdere il contatto con i cittadini. Ci siamo sclerotizzati, chiusi in noi stessi".
Nella minoranza Pd la reazione è immediata: "È un'ottima notizia la clamorosa autocritica di Berlusconi sul Porcellum - dice Alfredo D'Attorre, deputato Pd - e sul parlamento dei nominati. A questo punto, se le parole hanno un senso, immagino che finalmente non ci saranno più ostacoli a cancellare le liste bloccate dall'Italicum e a restituire ai cittadini la scelta dei parlamentari."
Nel pomeriggio, poi, Berlusconi partecipa a sorpresa al primo incontro dei club 'Forza Silvio' della Lombardia. Ed è in tale contesto che annuncia di aver scritto un instant book sulla magistratura italiana. A seguire, il Cav torna ad attaccare in particolare Magistratura democratica e dice: "Tangentopoli portò alla prima sospensione della democrazia", e ripercorre ancora una volta la propria vita politica, e parla di quell'anno - il 1994 - in cui "la magistratura italiana aveva fatto piazza pulita di tutti i leader. I partiti erano stati assaliti a colpi d'ascia, anzi, qualcuno a colpi di bisturi: perché nella Dc eliminarono il leader e lasciarono De Mita più altri che poi si sono riversati in altri partiti". E "alla fine decisi - ricorda l'ex premier -, visto che i moderati non avevano più un partito di riferimento, di fare un nuovo partito". A quel punto, "una sera di gennaio riunii i miei amici e comunicai il mio nuovo progetto".
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