Da una parte un sindaco, dall'altra un boss della 'ndrangheta in Lombardia. Nel mezzo qualche appuntamento preelettorale insieme. È la storia di Alessandro Cattaneo e Pino Neri. Sindaco di Pavia in quota Pdl il primo, reggente del cartello 'ndraghetistico lombardo con una condanna a 18 anni di carcere il secondo. Nel 2009, quando Cattaneo si candidò a primo cittadino, incrociò in più di un'occasione Neri. E quest'ultimo, a quanto pare, si spese per portar voti a un candidato di una lista di centrodestra.
La storia emerge dalle oltre 1400 pagine scritte dai giudici di Milano nell'ambito del processo "Infinito" depositate ieri. Un processo che smembrò la ‘ndrangheta lombarda, e che vide coinvolto il sindaco Cattaneo in qualità di testimone.
Gli aperitivi col boss
I giudici dell'Ottava sezione penale, nelle motivazioni, hanno affrontato il tema che lega elezioni e organizzazione criminale. E hanno ricostruito come, proprio a Pavia, Pino Neri, si fosse speso «per l'elezione» di Rocco Francesco Del Prete, candidato in una lista che sosteneva Alessandro Cattaneo. I giudici milanesi hanno verbalizzato un «coinvolgimento diretto di Neri nella campagna elettorale».
Un coinvolgimento che «lo aveva portato in prima persona ad organizzare aperitivi e cene in casa propria e presso lo studio in piazza della Vittoria, alle quali aveva partecipato anche il futuro sindaco Alessandro Cattaneo». Quest'ultimo, tuttavia, quando è stato sentito nel processo ha raccontato ai giudici «di avere partecipato a due eventi organizzati in campagna elettorale proprio da Pino Neri; ha anche aggiunto di avere conosciuto l'imputato in quelle occasioni e di non sapere alcunché sul suo conto».
Politica lombarda infiltrata
Per i magistrati milanesi, tuttavia, i legami ‘ndrangheta-politica in Lombardia sono saldissimi: «Negli ultimi 15 anni – è scritto nelle motivazioni - la 'ndrangheta lombarda si è evoluta dal punto di vista criminale estendendo il proprio raggio d'azione anche ad ambiziosi progetti di controllo di attività economiche ed imprenditoriali, ampliando i propri rapporti con pubblici funzionari divenendo interlocutore appetibile per garantirsi voti in occasione di competizioni elet
torali».