martedì 19 marzo 2013

Metterà solo ordine ma non ci sarà stalinismo. Allo stalinismo ci pensano già Grillo e Casaleggio.


Messora: Farò ordine nel M5S, ma non ci sarà stalinismo

Marco Fattorini
«Credo che la funzione del gruppo sia quella di evitare che ognuno vada per conto suo»
Claudio Messora
Claudio Messora
Il comunicato è secco ed essenziale, piuttosto defilato nella homepage del blog di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/2013/03/gruppi_di_comun.html): «I due gruppi di comunicazione per la Camera e il Senato del M5s hanno da oggi, in qualità di consulenti, due coordinatori che si interfacceranno con i rispettivi capigruppo». I nomi dei prescelti sono quelli di Daniele Martinelli per Montecitorio e di Claudio Messora per Palazzo Madama. Due blogger, da tempo orbitanti nella galassia grillina.
Linkiesta ha raggiunto telefonicamente Messora, meglio noto come ByoBlu (http://www.byoblu.com/). Un passato da musicista e project manager, è ospite fisso del talk show di RaiDue L’Ultima Parola e da mesi è accreditato come ideologo web del Movimento 5 Stelle, tanto che i suoi post sono rilanciati da Beppe Grillo e i suoi interventi ospitati dalla web tv grillina La Cosa ( http://www.linkiesta.it/la-cosa-beppe-grillo). Adesso Messora ha accettato la proposta di Grillo e Casaleggio, anche se «era scritto nel codice di comportamento (http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_parlamentare.php ) che le funzioni di comunicazione le avrebbero decise loro, in quanto svolgono un ruolo di garanzia».
Coordinatore, consulente. Quale sarà concretamente il tuo ruolo?
«Il codice di comportamento del M5s comportava la creazione di due gruppi di comunicazione che coadiuvassero i neoparlamentari. È quello che corrisponde ad un ufficio stampa, declinato in un ottica digitale. Nel caso specifico i gruppi di comunicazione avranno uno staff composto da 5-6 persone ciascuno: ci sarà chi si occuperà di realizzare i filmati, chi dei social network, un altro che raccoglierà i commenti e le domande della Rete. Poi c’è anche una persona dedicata all’ufficio stampa tradizionale, che risponde ai giornalisti. Comunque è ancora tutto ancora in fase embrionale».

Nel codice di comportamento c’è scritto che questi gruppi dovranno adoperarsi per “evitare una dispersione delle risorse”.
«Credo che la funzione del gruppo sia quella di evitare che ognuno vada per conto suo, che ognuno abbia il suo assistente e dia una risposta diversa a seconda dell’umore. Tra i ruoli di questo progetto c’è anche la funzione di interfaccia: si tratta di capire quali sono le singole posizioni e farne una sintesi da comunicare al mondo e al blog di Beppe Grillo. Anche per evitare quello che è successo nei giorni scorsi, dove non si capiva cosa si dovesse comunicare. Insomma, sono stati fatti un po’ di errori».

Quindi voi sarete la diga tra i parlamentari e i media.
«Ma sì, il M5s rifiuta i personalismi proprio perché veniamo da anni di politica in cui la partecipazione al talk era superiore ai contenuti. Forse non tutti i neoeletti hanno ancora interiorizzato questo passaggio, però la filosofia del M5s è chiara: nessun personalismo. Se poi tutti cominciano a fare le star, allora si torna alla vecchia politica».

Curiosa la nomina tua e di Martinelli dopo un weekend politicamente burrascoso. Grillo è corso ai ripari in fretta e furia?
«Era una mossa dovuta perché i gruppi di comunicazione erano previsti nel codice di comportamento. Certo, poiché al Senato non c’è stata un’uniformità di presentazione del voto su Grasso si è pensato di anticipare i tempi per dare una mano, per evitare che i primi passi fossero mossi in maniera avventata».

Sei stato piuttosto duro rispetto ai senatori che hanno votato per Grasso (http://www.byoblu.com/post/2013/03/17/Quindici-uomini-sulla-cassa-del-morto.aspx#continue ). Ora che succede?
«I cittadini eletti hanno totale libertà di decidere la linea da attuare durante le votazioni parlamentari. Non sono telecomandati. L’unico vincolo è il codice di comportamento firmato con gli elettori e quella è la loro responsabilità politica. Siccome è stato deciso a maggioranza qualcosa che poi non è successo, Grillo ha ricordato che hanno una responsabilità e chiesto che traessero le conseguenze. Domani (martedì) all’ora di pranzo ci sarà una riunione in cui i senatori parleranno di quanto avvenuto. Comunque l’indicazione è quella di andare avanti in maniera più compatta di prima, non credo ci saranno rotture irreparabili».

Crimi ha chiesto ai commessi di non lasciare avvicinare i giornalisti al piano dove il M5s ha gli uffici del gruppo. Che ne pensi?
«Leggendo i resoconti della stampa emerge questa folla di giornalisti che si accalca con l’orecchio dietro la porta per ascoltare la riunione dei senatori. Non mi sembra un comportamento civile per riportare un’informazione. Io non me la sentirei di parlare in una stanza con la gente dietro che origlia. Crimi ha chiesto di mettere un cuscinetto tra la privacy di una seduta parlamentare e i giornalisti. Vero è che, secondo me, i nostri senatori avrebbero dovuto trasmettere la seduta in streaming come promesso, cosicché la base potesse avere la cognizione di quello che stava succedendo».

Per il futuro sarai il garante dello streaming e della trasparenza?
«Il ruolo è proprio questo, è tutto in divenire ma mi occuperò anche tecnicamente di organizzare le riprese streaming. Me lo auguro, altrimenti ci sarebbe un problema!»

Il Movimento insegna che uno vale uno. Ma adesso tu e Crimi valete per i 54 senatori?
«Assolutamente no. Non essendoci una struttura di partito verticale, non c’è mai stato qualcuno che potesse parlare a nome di tutto il movimento. Nel M5s si è sempre detto che in Parlamento si sarebbero identificati due portavoce che raccogliessero le posizioni di tutti. Poi la struttura di comunicazione è pensata e creata da Grillo, non dai singoli parlamentari. Alla fine sarà sempre Crimi a parlare, non Claudio Messora, che ha funzione di organizzazione e coordinamento».

Sul web già ti fanno le pulci. Chiedono quanto guadagnerai, chi ti pagherà.
«Casaleggio Associati non prende un centesimo dal gruppo di comunicazione perché, nomine a parte, non ha nessun rapporto economico con la struttura, che sarà interamente pagata dai gruppi parlamentari con i loro budget. Io ho una consulenza professionale e sarò sottoposto agli stessi tetti economici dei parlamentari. Il tetto massimo sarà quello dei famosi cinquemila euro lordi al mese, dunque non parliamo di compensi astronomici. Comunque non non ci sono grandi cifre in ballo e, rispetto al lavoro che faccio sul blog, ci vado a perdere».

Altri ancora si chiedono se la tua non sia una promozione scontata dopo mesi di attività di fiancheggiamento al blog di Grillo.
«Quando uno vuole malignare lo fa comunque, a prescindere dalla risposta che si dà. Non ho mai nascosto che simpatizzavo per i cittadini che cercavano di riprendersi le istituzioni in un momento in cui le istituzioni erano state prese da un manipolo di irresponsabili. Non ho mai parteggiato in cambio di compensi, né in cambio di prestigio. Perché altrimenti mi sarei candidato molto prima. Mi era stata proposta la candidatura a sindaco di Milano, poi ci sono state le regionali e le parlamentarie».

Riuscirai a portare in tv, magari all’Ultima Parola, qualche senatore grillino?
«Il M5s rifiuta le partecipazioni televisive soprattutto ai talk show, mentre è più aperto nei confronti delle interviste uno a uno perché lì c’è il tempo di argomentare. Il talk viene vissuto come una trappola per topi dove ti devi confrontare con persone interessate a strumentalizzare. Dunque credo sia difficile che il M5s faccia passi in questa direzione. Io da blogger indipendente ho stima per Paragone ma non posso estendere la mia posizione agli altri, non sta a me. Queste sono strategie decise all’interno del Movimento».

Per quanto riguarda le interviste, i senatori dovranno avere la vostra autorizzazione?
«Dev’essere chiaro che la posizione del Movimento viene riferita dal portavoce e se qualcun altro vuole fare delle interviste, parlerà a titolo personale, ma certamente non viene espulso per questo. Non c’è mica Stalin. Credo comunque che i parlamentari verranno dissuasi, perché sarebbe opportuno che parlasse solo il portavoce».

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ma...ma...e la democrazia interna? chi lo ha scelto sto soggetto?

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