martedì 19 marzo 2013

Incredibile. Ma siamo veramente alle comiche. Gli altri devono votare loro ma loro non fanno accordi con nessuno. Proprio come i grillini vogheresi che per pietà Rubiconto ha messo in una lista e loro ne hanno rubato il simbolo. Ma la vergogna è che giornalisti come Roberto Lodigiani non scrivono di questo. Povera informazione italiana.


M5S: "Devono votare i nostri Questori,
ma noi non faremo accordi con nessuno"

Il Movimento annuncia di aspettare il consenso delle altre forze politiche alle proprie candidature per le vicepresidenze e i membri delle Giunte, ma esclude il voto per soluzioni condivise. L'ironia di Bersani: "Posizione curiosa, ma siamo gente di buona volontà"

ROMA - "Ora che siamo stati eletti al Parlamento, vogliamo essere presenti nelle Commissioni bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza di Camera e Senato". Il Movimento 5 Stelle mette da parte le beghe interne del caso Grasso e guarda avanti, confermando che "vogliamo partecipare alle decisioni che si prendono al chiuso delle stanze dei bottoni, per rispetto della volontà popolare che ci ha scelto".

La linea del Movimento. "Dopo la nomina della presidente della Camera Laura Boldrini siamo a una prima giornata cruciale", spiega in un post ospitato dal blog di Beppe Grillo la presidente dei deputati del M5S Roberta Lombardi (l'ufficializzazione è arrivata oggi pomeriggio nel corso di una riunione del gruppo parlamentare che ha anche nominato Riccardo Nuti vicepresidente). "A Montecitorio - ricorda - ci sarà la prima conferenza dei Capigruppo: si parlerà della composizione dell'Ufficio di Presidenza che verrà votato in aula giovedì, decidere le nomine dei suoi vicepresidenti e soprattutto scegliere i questori: veri e propri controllori - sottolinea - dei conti alla Camera". "Noi cittadini del Movimento 5 Stelle presenteremo i nostri candidati per tutti questi ruoli perché - ribadisce - vogliamo essere protagonisti del rinnovamento che abbiamo promesso in campagna elettorale".

I meriti di RepubblicaLa Lombardi quindi aggiunge: "E' arrivato il momento di dare dimensione alle preoccupazioni di Lamberto Dini e Beppe Pisanu. E' giunta l'ora di 'rendicontare le caramelle' e, dunque di portare le istanze di quel 25 e passa per cento di elettori che ha votato il Movimento 5 stelle". Il leader 5 Stelle si riferisce a una conversazione tra i due esponenti politici riportata il 14 marzo da la Repubblica, nella quale Dini e Pisanu esprimevano preoccupazione sulla presenza dei parlamentari dei 5S all'Antimafia o al Copasir.

Conferenza stampa senza domande. Posizioni ribadite poi dalla Lombardi nel corso di una anomala conferenza stampa (le domande dei giornalisti non erano consentite). "Vogliamo il riconoscimento del nostro ruolo, non vogliamo poltrone e noi non faremo accordi con i partiti - ha detto - La responsabilità di lasciarci fuori nel caso se la prenderanno loro", ha detto.

Il sarcasmo di Bersani. Le rivendicazioni del M5S, che pretende di essere votato per le cariche isttuzionali in virtù del consenso raccolto alle elezioni, ma si rifiuta di votare chicchessia, hanno fatto sorridere il segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Curiosa posizione...", ha detto commentato il leader democratico. "Ma noi siamo gente di buona volontà. Vedremo", ha aggiunto. Alle parole di bersani, ha fatto eco il neo presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: "Non concediamo nulla, tutte le forze politiche devono essere rappresentate".

Espulsioni più lontane. Intanto il neo responsabile per la comunicazione del M5S al Senato, Claudio Messora, torna sulla spaccatura interna al movimento in seguito al voto per la presidenza di Palazzo Madama. "Bersani - dice a Radio 24 - è stato bravo, ha fatto una mossa astuta con Boldrini e Grasso, ma il movimento non darà mai la fiducia a un governo guidato da lui. Nemmeno se adotta il nostro programma, perché a quel punto il governo lo facciamo noi, e nemmeno se cammina di notte sui ceci". "Non credo ci saranno espulsioni - aggiunge - perché siamo agli inizi, può capitare, sono ragazzi. Alcuni si sono spaventati perché venivano dalla Sicilia e pensavano che avrebbero avuto problemi, ma hanno firmato un codice che prevede decisioni a maggioranza: scornatevi pure e poi votate una sola cosa insieme".

L'euro mossa massonica. Esordio nel nuovo incarico anche per il responsabile della Comunicazione del M5S alla Camera Daniele Martinelli. "L'euro è stata una mossa massonica di un gruppo di banchieri che ha deciso tutto per tutti e oggi ci troviamo in questa situazione. Grillo e il Movimento si propongono di promuovere un referendum per chiedere agli italiani se vorranno stare nell'euro e questo non vuol dire che il Movimento è contro l'euro", ha detto Martinelli nel corso di Sky TG24 Pomeriggio.

Casaleggio replica a Scalfari. Da segnalare anche la reazione di Gianroberto Casaleggio ad un articolo scritto da Eugentio Scalfari per il sito dell'Espresso. "Colleziona una serie di panzane degne dell'avanspettacolo", afferma il leader del M5S. "Mi descrive come un autistico che passa il tempo a giocare ai videogiochi a pranzo su un modernissimo telefonino", aggiunge. Scalfari, accusa ancora Casaleggio, "non rivela la fonte, da vero giornalista di inchiesta. Devo precisare che non amo i videogiochi, non ho un modernissimo telefonino, ma un ormai antiquato apparecchio iPhone 3G di qualche anno fa e rispetto i miei interlocutori".
(19 marzo 2013)


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