martedì 11 agosto 2015

Adesso questo povero uomo lo metteranno in croce e lo chiameranno a rispondere dei più aberranti reati. I sindacati ormai sono in guerra e per conservare i loro privilegi lo chiameranno a rispondere in tribunale per mille cose inesistenti.

Iil suo nome è diventato famoso per l'espulsione ricevuta dall'organizzazione sindacale a causa di una lettera ad Annamaria Furlan in cui chiedeva conto degli stipendi in CISL. La sua espulsione è già esecutiva
NEXT QUOTIDIANO
15CONDIVISIONI
2
Si chiama Fausto Scandola, è un pensionato della Fisascat e milita nella Cisl dal 1968: il suo nome è diventato famoso per l’espulsione ricevuta dall’organizzazione sindacale a causa di una lettera ad Annamaria Furlan in cui chiedeva conto degli stipendi in CISL. L’espulsione di Fausto Scandola è già esecutiva, dopo la raccomandata con ricevuta di ritorno inviatagli dal sindacato. Già presidente Clv (Cisl Lavoro Verona) e iscritto alla la Federazione Pensionati di Verona, ha realizzato un dossier nel quale, fra nomi e cifre, accusa retribuzioni che arrivano anche a sfiorare i 300 mila euro.

FAUSTO SCANDOLA: CHI È IL PENSIONATO DEI MAXISTIPENDI DELLA CISL
Lui non sembra però molto preoccupato per il provvedimento. E oggi racconta la sua storia in un’intervista a Repubblica: «La storia dei mega-stipendi non la conoscevo. Ho cominciato ad incuriosirmi quando è scoppiato il caso della mega-pensione di Raffaele Bonanni. Ho cercato di capirne di più e il 13 aprile ho scritto una lettera al segretario Furlan». Chiedendo le sue dimissioni per «incompatibilità morare ed etica con chi rappresentiamo». «Quella frase era per dire che noi non possiamo chiedere soldi a chi guadagna 10 mila euro all’anno e finanziare stipendi da 300mila. Il primo maggio, visto che non ricevevo risposta dal segretario generale, ho mandato copia della lettera a una parte dei membri dell’esecutivo. Nella lettera si facevano gli esempi di dirigenti che arrivavano a cifre enormi». A quel punto è stato prima richiamato e poi espulso dal sindacato.  «Sto contattando un avvocato per oppormi in tribunale all’espulsione. Ma non è importante quel che accadrà a me .Piuttosto vorrei sapere quel che accadrà a chi ha intascato in tutti questi anni i soldi dei lavoratori». Perché il punto di Scandola è tutto qui: «Il regolamento di oggi è uguale a quello del 2008 e quei cumuli di pensioni, stipendi e indennità non erano consentiti in quella misura già da allora. Ma sono stati fatti e sono stati tollerati. Mi risulta che lo stesso segretario generale abbia uno stipendio molto alto. Allora, adesso non si può dire “chi ha dato ha dato,mettiamoci una pietra sopra ed espelliamo Scandola”. Un sindacalista quando porta a casa i soldi alla fine del mese deve sempre ricordarsi che arrivano dai lavoratori».

LA PETIZIONE PER FAUSTO SCANDOLA
Nel frattempo su Change.org è partita una petizione per chiedere l’annullamento dell’espulsione di Fausto Scandola:
Fausto Scandola è un dirigente della FNP-CISL, la Federazione dei Pensionati Cisl del Veneto, e in una mail ha criticato duramente le retribuzioni eccessivamente elevate di molti dirigenti CISL, spesso cumulate con pensioni elevate.Per questo la Cisl lo ha espulso. Si chiede la revoca di questo provvedimento: il dibattito politico interno al sindacato non si può risolvere,su temi così delicati, a colpi di provvedimenti disciplinari.
E in un’intervista su Radio Capital lui ripete le accuse:

Nessun commento:

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...