giovedì 17 aprile 2014

Houston abbiamo un problema. Qualche parlamentare inizia a pensare senza Casaleggio.

M5S, scoppia il caso monetine: dissidenti firmano mozione Sel

Sale la tensione: alcuni deputati 5S a favore dell’abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi. Tra questi anche Currò, già in polemica con Grillo per la Shoah

di M.Ser.

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Sale la tensione nel gruppo M5S alla Camera. E la colpa è degli spiccioli. Così mentre le distanze tra fedelissimi e dissidenti crescono di giorno in giorno - molti deputati dell’una e dell’altra fazione hanno persino smesso di scambiarsi il saluto - ora l’oggetto di discussione diventano le monetine da 1 e 2 centesimi.
«Currò chi?»
La storia inizia con una mozione proposta da Sel per la sospensione in Italia del conio delle monetine da 1 e 2 centesimi di euro. E il cui costo di produzione, secondo il primo firmatario Sergio Boccadutri, ha prezzi altissimi. La pensano così anche diversi esponenti di Scelta Civica e del Pd, tra questi Nico Stumpo. Ma a sorpresa, in calce al testo della mozione, spuntano anche le firme di alcuni deputati M5S: Tommaso Currò, Paola Pinna, Marta Grande. Altre firme di 5 Stelle dissidenti, riferiscono fonti parlamentari, potrebbero aggiungersi a stretto giro. Il problema, a quanto si apprende, è che le firme di Currò, Pinna e Grande a sostegno della mozione sarebbero arrivate senza alcuna condivisione con gli altri 5 Stelle. Un dramma, all’interno dell’assemblea dei 5Stelle abituata a condividere anche ogni più piccola decisione. Currò è poi nell’occhio del ciclone e sorvegliato speciale in queste ore. Il deputato già firmò un emendamento targato Forza Italia sull’istituzione di un’Oasi marina protetta a Capo Milazzo. All’epoca il deputato siciliano venne “graziato” dal gruppo e se la cavò con una sanzione. Stavolta ci sarebbero diversi deputati pronti a fargliela pagare, anche alla luce del botta e risposta con Beppe Grillo sul fotomontaggio dei cancelli di Auschwitz da cui Currò ha preso le distanze. Gesto che a Grillo non deve essere piaciuto per niente tanto da fargli sibilare in conferenza stampa «Io questo Currò non so chi sia». E se i rapporti con i dissidenti rimangono tesi, può essere che l’affare monetine diventi il casus belli per fare fuori dal gruppo un altro dissidente.

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