giovedì 20 febbraio 2014

Non é una grande novità. Tutti gli evasori che hanno votato in passato per Berlusconi ora votano Grillo.

Analisi sull’astensionismo e il flussi. A Cagliari i “grillini” hanno preferito Cappellacci a Pigliaru

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2014
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Dopo quella sul crollo degli elettori del Pdl e del Pd, l’Istituto Cattaneo  ha elaborato una nuova analisi sui risultati delle Regionali di domenica scorsa. Per rispondere a due domande: 1) da dove è arrivata l’astensione? 2) Dove sono andati i voti del Movimento 5 stelle?.
Il risultato dell’analisi (realizzata da Luca Pinto, Marta Regalia, Marco Valbruzzi, Rinaldo Vignati) smentisce alcune convinzioni diffuse. Per esempio che la gran parte degli astensionisti andassero individuati in quanti avevano votato il Movimento 5 Stelle alle Politiche e che non l’hanno trovato alle Regionali. La questione, spiega l’Istituto Cattaneo, è più complessa.
Ma andiamo con ordine.
Le stime dei flussi: da dove arriva l’astensione?
Per rispondere a questa domanda, l’Istituto Cattaneo ha  predisposto due grafici relativi a Cagliari e a SSolassari, le due città sarde su cui ha compiuto le analisi. I due grafici rappresentano come 100 elettori che si sono astenuti alle regionali avevano votato nel 2013.
I risultati che emergono dalle due città sono abbastanza simili (vedi le figure 1 e 2). In dettaglio, possiamo vedere che in entrambe le città più della metà degli astenuti si era già astenuto alle politiche del 2013 (58% a Cagliari, 57% a Sassari). Poco più di un quarto (27% in entrambe le città) arriva invece dal M5s. Piccole differenze riguardano infine le perdite delle due principali coalizioni. A Cagliari il centrodestra sembrerebbe aver perso verso l’astensione qualcosa in più del centrosinistra, mentre a Sassari le perdite verso l’astensione delle due coalizioni sono sostanzialmente equilibrate.
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Le stime dei flussi: dove sono finiti i voti del M5s?
Prima di rispondere a questa domanda facciamo un passo indietro. In Sardegna, alle politiche del 2013, il M5s era stato lo schieramento più votato alla Camera. Da dove venivano i voti del M5s? Le elaborazioni dei flussi relativi a Cagliari e a Sassari tra le regionali del 2009 e le politiche del 2013 avevano evidenziato che il M5s aveva preso i suoi voti soprattutto dall’astensione e dalle forze del centrodestra.
Cagliari e Sassari in questo avevano seguito il modello prevalente delle città del Sud, dove la forza elettorale del M5s appariva alimentata più dal centrodestra che dal centrosinistra (diversa era il modello prevalente nelle città del Centro-nord, dove il contributo del centrosinistra era in genere superiore).
E ora che il simbolo delle Cinque stelle non era presente? I due grafici (figure 3 e 4) mostrano, per le due città, come hanno votato, nel 2014, 100 elettori che nel 2013 avevano scelto il M5s. Anche in questo caso, Cagliari e Sassari restituiscono risultati molto simili tra loro. In entrambe le città 60 elettori Cinque stelle su 100 hanno disertato le urne (o hanno votato scheda bianca o nulla). La coalizione capitanata da Michela Murgia, contrariamente a quelle che erano le attese di una parte dei commentatori, ha intercettato solo una piccola parte di questi voti (un po’ meglio a Cagliari, 7 elettori su 100, che a Sassari, 4 su 100).
A Cagliari, le forze di destra hanno saputo “approfittare” dell’assenza dei Cinque stelle in misura maggiore di quelle di sinistra: il 22,5% degli ex-5Stelle ha votato per partiti di centro-destra (FI e altri), e solo il 7,5% per il centro-sinistra. A Sassari, invece, i voti ex-5 Stelle hanno premiato le due coalizioni in misura sostanzialmente eguale: 15,3% a favore del centro-sinistra e 14,7% a favore del centro-destra.

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