mercoledì 26 novembre 2014

Tra i pensionati con pensioni d'oro ci saranno almeno il 90% dei sindacalisti italiani.

Legge di stabilità, il governo porrà la fiducia. Tetto sulle pensioni d’oro dal 2015

L’annuncio del ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi.
ANSA
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano saluta il ministro Maria Elena Boschi (archivio)

26/11/2014
La manovra, il disegno di legge di stabilità, approderà in Aula alla Camera domani o al massimo venerdì, con lavori in programma anche sabato e domenica. Il governo, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, ha intanto fatto sapere di essere pronto a porre la fiducia, o più precisamente tre fiducie su altrettanti maxiemendamenti che raccoglieranno le norme il più possibile omogenee in singoli articoli. Fra gli emendamenti presentati, stop alle pensioni d’oro ma solo dal 2015, e poi 7,7mln per distribuire pasti ai poveri, e via libera a 100mln per il rilancio del piano di sviluppo degli asili e 100 milioni per la tutela del patrimonio culturale dal 2016.  

La commissione Bilancio ha dato oggi il via libera all’emendamento che rivede la legge Fornero sulle pensioni “d’oro”. Il tetto si applicherà su tutti i trattamenti pensionistici, anche «quelli già liquidati» ma «a decorrere dal 2015». 
Smentite dunque le indiscrezioni secondo cui la misura avrebbe favorito chi  
finora ha beneficiato di una disciplina precedente. 

L’emendamento nasce per sanare «una falla» della riforma Fornero. Tale riforma consente infatti un cumulo per chi è passato dal sistema retributivo al contributivo, dal quale trarrebbero beneficio funzionari pubblici con trattamenti molto elevati. La proposta di modifica prevede che «in ogni caso, l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti» con il regime retributivo, «computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria al conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della pensione».  

La proposta di modifica che introduce un tetto alle pensioni d’oro è il risultato di un compromesso all’interno del governo. La proposta originaria presentata in commissione Bilancio dall’Esecutivo non fissava un paletto temporale alla norma. La misura iniziale era retroattiva e si sarebbe dunque prestata - secondo alcuni - a numerosi ricorsi in quanto incostituzionale perché toccava i diritti acquisiti. Dopo un lungo braccio di ferro si è giunti alla mediazione così come formalizzata da un subemendamento, che fa scattare il tetto all’assegno previdenziale solo dal prossimo anno. 
La proposta approvata si applica a grand commis, medici, professori universitari e introduce un limite ai trattamenti pensionistici calcolati secondo il sistema misto: prevede che «in ogni caso l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti» prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero.  

«Abbiamo la coscienza a posto sulla legge di stabilità, ancora non ho ricevuto la lettera della Commissione (con il via libera al progetto di bilancio 2015, ndr) che specifica i contorni concreti dell’opinione». ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «L’ambiziosissimo programma di riforme continua, ieri la Camera ha approvato il Jobs act, va avanti in un contesto in cui il consolidamento del bilancio fa progressi importantissimi perché nel 2015 il deficit/pil scenderà al 2,6%, in misura significativa». Ciò inoltre «avviene in una fase di prolungata recessione, ciò significa che è ancora più difficile fare l’aggiustamento ma l’Italia prende stimolo dalla situazione difficile per accelerare le riforme».  

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