martedì 25 novembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo.

ECONOMIA

Crisi

Usa, Pil rivisto al rialzo: +3,9% nel terzo trimestre. Moody's: "Aiuterà la ripresa del mondo"

La revisione nella seconda stima del Bureau of Economic Analysis. La prima stima era del 3,5%. Nel secondo trimestre dell'anno il Pil Usa è salito addirittura del 4,6%. Ocse su Eurozona: "Se la risposta politica è troppo debole e la fiducia rimane bassa "c'è il rischio di un prolungato periodo di stagnazione"

Wall Street (Ansa)
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WashingtonAl G20 australiano di Brisbane Obama lo aveva detto: gli Stati Uniti non possono sostenere l'economia mondiale da soli, che l'Europa faccia qualcosa per aumentare occupazione e competitività. Oggi le parole del presidente Usa sono più che mai confermate. Se infatti l'economia americana va a gonfie vele con il Pil del terzo trimestre 2014 rivisto al rialzo a +3,9% nella seconda stima del Bureau of Economic Analysis rispetto al +3,5% della stima preliminare, l'Eurozona invece langue: l'Ocse nel suo Economic Outlook non vede rosa. Per il segretario generale Angel Gurria "se la risposta politica è troppo debole e la fiducia rimane bassa c'è il rischio di un prolungato periodo di stagnazione".

I dati sul Pil hanno entusiasmato la Casa Bianca: la crescita - riferiscono da Washington - si conferma così "solida, in linea con altri indicatori che hanno mostrato un miglioramento nel mercato del lavoro". Nel secondo trimestre dell'anno il Pil Usa è salito addirittura del 4,6%.

Dalla crisi finanziaria gli Stati Uniti sono emersi, quindi, più forti di altri Paesi e i recenti dati evidenziano quanto continuino a trainare la ripresa globale. La ripresa: quel treno che l'Europa non riesce proprio a prendere. Per Moody's la funzione traino americana, grazie a una crescita che proprio nel 2015 aiuterà una graduale ripresa dell'economia globale, aiuterà l'outlook stabile per i rating globali. Per l'agenzia il prossimo anno il Pil americano crescerà del 3%.

Il problema crescita e occupazione, per l'Eurozona, è quindi sempre più pressante e imponente. Con la fiducia bassa e con risposte politiche deboli - così come dice Gurria - la ripresa è "debole" e "fragile". L'Ocse proietta l'area della moneta unica "verso una crescita lenta nel 2015 e nel 2016", sottolineando che il Pil dell'area dell'euro dovrebbe salire dello 0,8% nel 2014, dell'1,1% nel 2015 e dell'1,7% nel 2016. Inoltre, precisa l'organizzazione internazionale, la disoccupazione "è diretta verso una riduzione solo graduale dagli attuali alti livelli", che dovrebbe portare il tasso dall'11,9% del 2013 all'11,4% di questanno, poi ancora a scendere nel 2015 (11,1%) e nel 2016 (10,8%). Quindi, come ha detto il presidente Obama, è ora che l'Europa faccia qualcosa. E in fretta.
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