mercoledì 26 febbraio 2014

Questo è puro squadrismo. Spioni messi nei meetup e ruffiani del territorio in contatto con Casaleggio. Questo non è un movimento e neanche un partito questo è il vecchio partito nazional fascista.

Espulsioni dei dissidenti, M5S diviso
Trenta parlamentari pronti a lasciare

Grillo lanci il sondaggio su Internet: «La rete ratifichi la decisione dei gruppi»
I quattro sotto accusa si difendono: «Non abbiamo mai violato alcuna regola»
La senatrice Bencini in lacrime a Montecitorio: «Così no, me ne torno a casa»
ROMA
Il Movimento 5 Stelle è a un passo dalla scissione. Se la base, chiamata dal leader Beppe Grillo a votare a favore o contro l’espulsione dei quattro senatori “dissidenti”, dovesse dichiarare la messa all’indice dei parlamentari, altri sarebbero pronti a lasciare il gruppo dei pentastellati. 

“SIAMO IN TRENTA”  
Uno strappo “storico” , visto che in Senato potrebbero esserci i numeri per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare. Agli espulsi e ai senatori pronti a seguirli potrebbero aggiungersi gli altri tre senatori ex grillini Marino Mastrangelo, Paola De Pin e Adele Gambaro. Roberto Cotti annuncia che «sono più di 30 i senatori pronti a difendere» Campanella e gli altri, costituendosi autonomi. 

I QUATTRO: MAI VIOLATO LE REGOLE  
Intanto i senatori M5S a rischio espulsione (Lorenzo Battista, Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino) affidano a un video la loro autodifesa. Lo fanno mentre la Rete sta votando sul loro futuro. Un video di 3 minuti e 16 secondi in cui spiegano le loro motivazioni, ribadiscono di essere del M5S e assicurano che regole violate, per procedere con l’espulsione, non ce ne sono. «In questa vicenda - spiega Orellana - ci sono delle verità e dei principi da affermare: la verità è che il Movimento nei gruppi territoriali non ci ha mai sfiduciati con un voto assembleare, né nel caso mio a Pavia né nel caso di Palermo per i colleghi Bocchino e Campanella. Questa è la verità. Il mio comunicato porta addirittura la firma di meetup inesistenti». «A Palermo - accusa Bocchino - la “sfiducia” è firmata da 12 attivisti, un comunicato falso scritto a nome del meetup. C’è un comunicato successivo», in cui a Campanella e Bocchino viene rinnovata la fiducia, «firmato da 45 attivisti. Questa è un’operazione creata ad arte da chi detiene la password del sito, tra queste persone, mi spiace dirlo, ci sono parenti e conviventi dei deputati della Camera», accusa.  

LA SCOMUNICA IN VIDEO  
Grillo dal suo blog si augura però che il voto della rete confermi l’espulsione dei 4 senatori «Dopo svariate segnalazioni dal territorio di ragazzi, di attivisti, che ci dicevano che i 4 senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana si vedevano poco e male -ricorda Grillo in un intervento pubblicato sul suo blog- i parlamentari del M5S hanno fatto un’assemblea congiunta decidendo l’espulsione. A me dispiace, perché in fondo non c’è niente di drammatico, però non sono più in sintonia con il MoVimento: “fate alleanze ... perché non ha fatto alleanze con Letta ... perché non fate”. Tutte persone che sul palco quando c’ero io dicevano esattamente il contrario, dicevano: «a casa tutti», facevano degli olò che fulminavano. Sono cambiati, si cambia, non è mica detto. Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo, capisco anche quello. Non capisco le motivazioni ideologiche: “Grillo non si fa mai vedere, Grillo dall’alto, il blog di Casaleggio”». «Queste -commenta il leader M5S- sono cazzate, non sono motivazioni ideologiche. Adesso deciderà la rete, spero che deciderà e confermerà il verdetto della assemblea, così noi siamo un pochino meno ma molto, molto più coesi e forti. Abbiamo una battaglia: dobbiamo vincere le europee e le vinceremo. Daremo il sangue per le europee. Daremo il sangue sulle strade: molti di voi andranno sui palchi di tutti i comuni. 4 mila comuni e due regioni vanno alle elezioni, abbiamo le europee. Non ci possiamo permettere ancora di parlare di gente che bisbiglia ai giornali, dopo 5 minuti che hai parlato sei sul giornale con il titolone» 


PSICODRAMMA GRILLINO  
La tensione a Palazzo Madama è altissima, con la senatrice Alessandra Bencini che fra le lacrime commenta: «Basta. Voglio tornare a casa, così non va». La parlamentare spiega all’Ansa che sta per lasciare l’incarico in dissenso per le espulsioni dei «ribelli». Nessuna intenzione di formare un solo gruppo, spiega. «Voglio andarmene ma non solo dal gruppo - sottolinea - Gli altri cosa faranno non lo so. Io sono una e ho le idee chiare». Anche la senatrice del M5S Laura Bignami ha annunciato di voler presentare le sue dimissioni. Secondo fonti parlamentari,è pronto a seguire gli “espulsi”anche il senatore Maurizio Romani. I toni rimangono accesi anche nel corso della riunione dei senatori 5 Stelle che discute sulle espulsioni e sulle dimissioni presentate dai sei senatori. «Mi hanno insultata ma preferisco non parlarne», dice Alessandra Bencini, che poco prima aveva detto, fra le lacrime, di voler abbandonare l’incarico. Poi la rabbia di Orellana: «Grillo è un bugiardo. Non guadagno 20 mila euro al mese e non c’è alcun accordo con il Pd».  

Già nella riunione di ieri sera si erano visti i primi segnali del dissenso nei confronti della politica di messa al estromissione promossa dai vertici del MoVimento. Il deputato Alessio Tacconi ha chiesto di considerare anche il suo nome nel processo a Orellana, Campanella, Battista e Bocchino. Durissimi invece gli attacchi dei più vicini al leader pentastellato, tra cui la deputata Roberta Lombardi, che ha incalzato il comportamento dei quattro senatori che «da mesi, chirurgicamente, effettuano una copertura mediatica «pro domo loro» anteponendo la visibilità personale al Movimento». Anche il deputato Riccardo Nuti ha accusato Campanella. «Ci dica se è vero questo simbolo: Movimenti attivisti liberi? Ecco perché vanno espulsi».  

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