sabato 18 maggio 2013

Questa assenza del PD non la capisco.


LA MANIFESTAZIONE

Roma, corteo Fiom: assente il Pd

Metalmeccanici sfilano nella Capitale: sono 100 mila. Bandiere di Rifondazione, Sel e M5s. Non c'è il Pd (foto). Cofferati e Vendola criticano Epifani. Bagnasco: «Occupazione? Lama nella carne».

Sfilano in 100 mila (secondo il dato comunicato dal segretario dello Spi-Cgil, Carla Cantone) per le strade di Roma nel corteo organizzato dalla Fiom il 18 maggio con le bandiere del sindacato e della sinistra: da Rifondazione comunista al Pdci, da Azione civile a Sinistra e libertà fino al Movimento 5 stelle. Grande assente però, il Partito democratico.
Migliaia le persone guidate in prima linea dalle donne operaie di Bologna, seguite dallle loro colleghe e dai loro colleghi di tutta l'Emilia che vanta una partecipazione altissima con 40 pullman arrivati nella Capitale.
IL PD SI DEFILA DALLA MANIFESTAZIONE. La scelta del Pd, però, è quella che più pesa sulla manifestazione. Laconico il segretario Maurizio Landini: «Abbiamo invitato tutti a questa manifestazione e voglio dire senza polemiche, che essere qui non è solo essere rispettosi della Fiom. Non capisco come si può essere al governo con Berlusconi e aver paura di essere qui».
E poi Landini ha svelato che il 17 maggio ha ricevuto «una telefonata da parte del capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza», che pur ammettendo di non poter essere presente alla manifestazione, gli ha «assicurato una presenza di una delegazione del partito».
RODOTÀ: «DIALOGO A RISCHIO». Il serpentone che sta attraversando la Capitale non è stato un corteo «contro qualcuno», ha poi precisato Landini, ma «una mobilitazione convocata dal sindacato dei metalmeccanici per rimettere al centro dell'agenda politica e del dibattito il tema del lavoro e fermare le politiche di austerità».
In piazza c'era anche il giurista Stefano Rodotà: «La sinistra ha bisogno di un dialogo serio» però «messo a rischio dall'attuale maggioranza di governo».
COFFERATI: LA PRIORITÀ È IL LAVORO. Duro il commento dell'esponente del Pd ed ex segretario della Cgil, Sergio Cofferati: «Avrei sperato che il mio partito ci fosse». Anche se alcuni democrat, ha precisato hanno preso parte al corteo dei metalmeccanici della Cgil a titolo personale.
Secondo Cofferati, infatti, Gli interventi sull'Imu non rappresentano «una priorità» («Non capisco tutta questa insistenza», ha detto). Per l'ex segretario della Cgil, la vera priorità «è il lavoro».
VENDOLA CRITICA EPIFANI. Sulla scelta di Epifani di non aderire alla manifestazione, critiche anche da Nichi Vendola, leader di Sel. «Penso che chiunque non sia venuto ad una manifestazione come questa abbia perso un'occasione», ha commentato il governatore della Puglia, «perché la Fiom ci ricorda che non c'è nessuna ricetta buona se non si rimette al centro il lavoro e le chance di futuro per i giovani».
ANCHE L'IDV È SCESO IN PIAZZA. In piazza c'è anche l'Italia dei valori. «Manifestiamo per chiedere un cambiamento immediato delle politiche industriali e finanziarie rispetto ai governi Berlusconi e Monti», ha detto il responsabile welfare e lavoro dell'Idv, Maurizio Zipponi.
«Letta, nel suo discorso alla Camera, ha detto di voler affrontare il tema del lavoro e in particolare dei giovani, come priorità assoluta. Dai primi provvedimenti nulla di tutto ciò compare», è stata la critica al premier di Zipponi, secondo cui i «buoni esempi» sono quelli di Stati Uniti e del Giappone».

L'appello: «Riconquistare diritto nel lavoro»

La Fiom ha stilato anche una sorta di appello programmatico con gli obiettivi da raggiungere: riconquistare il diritto del e nel lavoro; la riconversione ecologica del nostro sistema industriale per valorizzare i beni comuni acqua, aria e terra; un piano straordinario d'investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l'incentivazione della riduzione dell'orario con i contratti di solidarietà e l'estensione della cassa integrazione.
SANITÀ PUBBLICA PER TUTTI. Un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori; un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti; fare in modo che la scuola, l'università e la sanità siano pubbliche e per tutti; combattere le mafie e la criminalità  organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell'economia.
La rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori; un'Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni.
DA INGROIA ALLA MANNOIA. La folla si è radunata progressivamente in piazza Esedra. Tanti gli slogan. «Basta licenziamenti, meno orario più salario». E ancora, «il 25 aprile è ora. Fermiamo il golpe. 10-100-1000 comitati di liberazione nazionale. Sì al governo di emergenza popolare».
Per Sel erano presenti il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore e Titti di Salvo. C'era anche l'ex tuta bianca Luca Casarini. Per il Partito democratico ha dato singola adesione anche Fabrizio Barca. In piazza anche il magistrato Antonio Ingroia, leader di Azione civile. Prima dell'intervento conclusivo di Landini, sul palco Stefano Rodotà, Gino Strada e Fiorella Mannoia. 
Sabato, 18 Maggio 2013

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