sabato 18 maggio 2013

Degli extracominitari si parla solo quando ammazzano qualcuno. Quando salvano qualcuno non ne parla nessuno. E allora ne parliamo noi.


Giovane sudanese salva pensionata dall’incendio

Pablo Calzeroni
Incendio in via dei Manzasco nel quartiere di San Fruttuoso
Incendio in via dei Manzasco nel quartiere di San Fruttuoso
Genova - In un attimo la cucina si è trasformata in una fornace. Il tubo che alimenta i fornelli è stato il primo a saltare. Le fiamme, scaturite da un corto circuito, hanno divorato in pochi secondi tutti gli elettrodomestici per poi passare nelle altre stanze. La casa si è riempita di fumo nero e la temperatura è schizzata alle stelle.
Rita Costa, 84 anni, che in quel momento era da sola, non ha potuto fare altro che correre alla finestra della sala e gridare aiuto. Il primo a vederla e a correre in suo aiuto è stato un postino sudanese di 33 anni, Ahabu Bukari, che stava consegnando alcune lettere proprio in quel palazzo, in via del Manzasco 7, a San Fruttuoso. Senza pensarci su due volte è salito per le scale e ha raggiunto l’abitazione della pensionata.
Quindi ha sfondato la porta a calci ed è entrato, sfidando il fuoco e la paura. Ma il rogo ormai era troppo esteso e dopo qualche tentativo ha dovuto ripiegare. È rimasto sulla porta fino all’arrivo dei pompieri, cercando di tranquillizzare l’ottantenne e spiegandole che cosa doveva fare per difendersi dal calore e dal fumo. È un miracolo che Rita Costa sia sopravvissuta. I vigili del fuoco della squadra di Genova Est l’hanno salvata all’ultimo momento, un attimo prima che perdesse i sensi.
È stata un’impresa perché il calore era elevatissimo, tanto da sciogliere i rivestimenti del casco del soccorritore che materialmente ha eseguito l’intervento di recupero. L’inferno è iniziato poco dopo le 11. I proprietari di casa - la figlia della pensionata e il marito - erano fuori per commissioni: «È stato un incidente - dice Dario Baldassini, 68 anni - Mia suocera non si è accorta di nulla. Quando ha capito quello che stava succedendo ormai era troppo tardi. Non so come ringraziare quel giovane: ha cercato di fare tutto il possibile per raggiungerla e poi le è stato vicino fino all’arrivo dei soccorsi». Ahabu Bukari scuote la testa: «Volevo solo aiutare quella persona, ho fatto quello che mi sembrava giusto».

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