lunedì 8 aprile 2013

Prima erano 2500 euro poi sono diventati 5000 euro più le indennità ed infine sono diventati 6000 euro netti. Povera Italia.


Beppe Grillo fissa stipendio parlamentari M5s: 6mila euro netti al mese

Pubblicato il 8 aprile 2013 09.19 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2013 12.06
ROMA – Seimila euro netti al mese sono lostipendio dei parlamentari del Movimento 5 stelle. Beppe Grillo lo ha deciso durante la riunione, non in streaming, di venerdì 5 aprile, scrive Tommaso Ciriaco su Repubblica. Gli attivisti di Grillo in Parlamento prenderanno i 2500 euro netti al mese di stipendio, un lordo di circa 5mila euro, a cui andranno aggiunti rimborsi e diarie per 3.500 euro netti. Un totale “pulito” di 6mila euro nelle tasche dei “cittadini” di M5s. Intanto, ora che lo stipendio è stato deciso, i parlamentari M5s minacciano di “occupare” il Parlamento se non otterranno le commissioni permanenti.
Solo “balle” secondo Beppe Grillo, che da suo blogpubblica la “balla quotidiana”, precisando che lo stipendio è di 2500 euro netti, 5mila lordi, ma non aggiunge altro su diaria e rimborsi che, come spiega Repubblica, portano il totale a 6mila euro per ogni parlamentare M5s.
Il conto dello stipendio lo fa Repubblica, che scrive scrive:
“In campagna elettorale lo slogan grillino promette stipendi parlamentari da 2.500 euro al mese. Un dato reale, che non tiene però conto della diaria di 3.500 al mese. A quella – a onor del vero – i grillini non avevano mai promesso di rinunciare. Ma si erano impegnati a rendicontare ogni spesa, in nome della massima trasparenza”.
Ma nella riunione del 5 aprile alcuni cittadini sollevano un problema:
“Alcuni deputati – «i più radicali sono i giovani, i senatori sono più riflessivi», sbuffa uno dei presenti – sollevano il problema: se le spese non raggiungono i 3500 euro, potremmo restituire la parte eccedente. Si scatena la discussione. Un paio di parlamentari si oppongono: «Ragazzi, non scherziamo! Se la mettiamo così finisce che dobbiamo portare anche gli scontrini delle gomme da masticare e dei caffè. Così non ne usciamo, diventa un lavoro. E noi un lavoro da parlamentare già l’abbiamo…». Applausi, voci che si confondono. Tocca al Capo indicare la via d’uscita, un placet alla diaria senza perdersi dietro ad eccessi contabili. E senza restituire la parte eccedente”.
Grillo e i parlamentari M5s cercherebbero un modo di tagliare i propri compensi, scrive Repubblica:
“Resta invece intatto l’impegno sottoscritto in campagna elettorale sulla paga base, che per i grillini risulterà dimezzata: da 10 mila a 5 mila euro lordi al mese (circa 2500 netti). I soldi fatti risparmiare allo Stato potrebbero finire in un fondo indennità, dove i grillini più ‘radicali’ vorrebbero far confluire anche la parte eccedente della diaria. Anche qui, però, il nodo non è stato ancora sciolto. Per il fisco l’autoriduzione potrebbe non contare, “gonfiando” ingiustamente il reddito dei parlamentari e mettendone a repentaglio anche alcuni benefici fiscali, come le detrazioni per chi mantiene famiglie numerose”.
Grillo scrive sul blog: 
“Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente “la Repubblica” batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l’indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a “la Repubblica” di concentrarsi su notizie fondamentali come l’affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c’è cenno. Perché?”

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