mercoledì 10 aprile 2013

Mi piacerebbe sapere cosa pensano dello Statuto dei lavoratori


Opinioni personali su Facebook
Alla Camera licenziato dipendente M5S
Massimiliano Cardullo, avvocato, ha scritto una lettera al presidente della Camera Laura Boldrini per chiedere tutela per i lavoratori che lavorano alle dipendenze dei gruppi parlamentari: "Mi hanno licenziato in tronco perché avevo criticato il Movimento"
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Camera, il deputato M5S al Presidente: ''Non mi interrompa''
TAG movimento 5 stelle,  Massimiliano Cardullo ROMA - Le sue competenze professionali non sono bastate a conservargli il posto di lavoro. Le sue opinioni personali, espresse su Facebook, hanno avuto un peso maggiore e gli sono costate care. Così Massimiliano Cardullo, avvocato, è stato cacciato per aver criticato sul social network il Movimento 5 Stelle.

A denunciare l'episodio lo stesso Cardullo, che ha inviato una lettera al presidente della Camera, ai Questori e ai capigruppo, chiedendo che "vigilino a tutela di tutti i lavoratori dei Gruppi parlamentari". Nella sua lunga lettera aperta, Cardullo racconta di aver sostenuto un colloquio, che comprendeva l'esame del curriculm e dei titoli ma anche una prova scritta, il 27 marzo scorso al gruppo del M5S.

"Il colloquio, al quale hanno partecipato il capo dell'ufficio legislativo del gruppo, avvocato Emanuele Montini, e i deputati onorevoli Emanuele Cozzolino, Filippo Gallinella e Arianna Spessotto" ha avuto "esito positivo". Dal giorno successivo Cardullo ha cominciato a lavorare presso il gruppo parlamentare grillino come responsabile delle Commissioni finanze e politiche della Comunità europea.

"Da quel momento, seppur senza nessun contratto né rassicurazioni e certezze sul quantum del mio compenso- scrive Cardullo al presidente della Camera- ed evidentemente rinunciando in fiducia ad altre opportunità lavorative, ho cominciato con abnegazione e professionalità a prestare la mia opera, in alcuni giorni dalle 9 alle 20 come può facilmente accertarsi mediante la verifica all'ingresso di via Uffici del vicario 21, lavorando per il gruppo e ricevendo anche attestati di stima che conservo tra le mie mail".

Poi però, l'8 aprile, gli arrivano prima delle voci informali ("accusato di essere nell'ordine: massone, avvocato colluso con mafiosi e di essere stato candidato in precedenza in una lista civica"). Nel pomeriggio i deputati Manlio Di Stefano e Filippo Gallinella gli comunicano il licenziamento, motivandolo con le critiche al Movimento che avrebbe pubblicato in passato sulla propria pagina di 'Facebook'.

"Certamente - osserva nelle lettera - per chi fa della trasparenza e del merito una propria bandiera allontanare un lavoratore con motivazioni assolutamente generiche sulle sue opinioni personali è quantomeno contraddittorio". "Io - conclude Cardullo - mi appello a Voi non per un interesse personale di chi ha sbagliato a fidarsi della correttezza di rappresentanti delle istituzioni e che oggi si trova con una figlia di due anni senza un lavoro, ma affinché il presidente della Camera, i componenti dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei Questori esercitino con attenzione e rigore una vigilanza ed un controllo sui gruppi parlamentari a tutela di tutti lavoratori, facendosi garanti che nessuno di essi venga discriminato nell'esercizio del proprio lavoro per nessun motivo, così come statuiscono gli articoli 3 e 4 della nostra Carta Costituzionale".

Lombardi: "Non era dipendente".  Diversa la versione fornita dalla capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi, che replica:"Non era un nostro dipendente. Cardullo è un professionista a partita Iva di cui il gruppo si è avvalso per una settimana e che abbiamo regolarmente pagato". Lombardi, poi, aggiunge di essere venuta a conoscenza solo in seguito che l'avvocato aveva lavorato con Fli: "Era un professionista a partita Iva e dopo averlo incaricato ci siamo accorti che lui aveva lavorato con Futuro e libertà, cosa che ci aveva nascosto - dice-.  E poi sulla pagina Facebook abbiamo scoperto che dal giorno dopo le elezioni, aveva cominciato ad attaccare il Movimento. A quel punto è ovvio che viene a cadere il rapporto fiduciario. Gli abbiamo chiesto di presentare fattura per la settimana di lavoro e abbiamo considerato chiuso il rapporto". Infine, Lombardi spiega di "non aver mai accusato Cardullo di essere un mafioso o un massone. Quelle accuse se le è inventate".

La replica di Cardullo. Non ci sta ad essere accusato di aver mentito e tantomeno di aver attaccato il Movinmento 5 Stelle su Internet l'avvocato che alle parole di Lombardi replica con una nota:  "Rispetto a quanto dichiarato dall'onorevole Lombardi in merito alla mia omissione di aver lavorato per il Gruppo Futuro e Libertà, inoltro la mia mail del 9 marzo 2013 inviata a curricula@movimento5stelle.it con la quale proponevo la mia candidatura a lavorare con il Gruppo Movimento 5 Stelle, allegando il mio curriculum vitae. Curriculum che, tra l'altro, aveva in mano chi mi ha valutato e di cui si è discusso in fase di colloquio, senza che nessuno opponesse dubbi o riserve in merito", scrive Cardullo, nella nota alla stampa alla quale allega il suo CV. "Voglio inoltre precisare che da ben prima di iniziare a lavorare per il Gruppo Movimento 5 Stelle non ho mai mosso critiche al Movimento su Facebook, che, per deontologia professionale, non mi sarei mai permesso di farlo durante il mio rapporto di collaborazione con loro e che, soprattutto - aggiunge -, in sede di colloquio non mi è stato chiesto da nessuno se condividessi le idee del Movimento o quale idee politiche avessi. Smentisco infine che la mia collaborazione dovesse essere occasionale, tanto che dall'Amministrazione del Gruppo mi è stato chiesto di presentare fattura solo dopo la firma del contratto".

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