mercoledì 16 settembre 2015

Non accettiamo la Turchia nella UE e poi tolleriamo che in Ungheria si arrivi a livello della Corea del Nord?

La polizia ungherese obbliga un giornalista a cancellare le immagini di un cane-poliziotto che attacca un rifugiato

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Un giornalista dell'Associated Press è stato fermato dalla polizia ungherese e obbligato a cancellare il video che mostrava un cane-poliziotto mentre attacca un rifugiato in fuga dagli agenti.
E' la stessa Ap a raccontare l'episodio, accaduto sabato sera a Luca Muzi, reporter italiano che lavora per l'agenzia di stampa. Muzi stava filmando i migranti che stavano attraversando la campagna serba vicino al confine con l'Ungheria e precisamente a poche centinaia di metri dalla città di Roszke dove Budapest ha creato un campo di detenzione per richiedenti asilo, già finito nel mirino della associazioni umanitarie per il trattamento bestiale riservato ai rifugiati.
La polizia si è avvicinata ai migranti per disperderli e uno degli agenti ha liberato uno dei cani in dotazione, che ha attaccato e gettato a terra un uomo. "Basta, vi prego! Sono un richiedente asilo!", ha urlato la vittima. Quando i poliziotti si sono accorti che Muzi stava riprendendo la scena - racconta Ap - gli hanno intimato di fermarsi e gli è stato impedito per qualche ora di contattare la redazione e gli altri due giornalisti con i quali stava lavorando. Il reporter afferma di essere stato costretto a cancellare le immagini, sotto la minaccia dei cani che ringhiavano.
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Il muro ungherese al confine con la Serbia
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Ansa, reuters, Ap
L'Ap ha inviato una lettera di protesta al portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs, ritenendo il comportamento degli ufficiali "inaccettabile" e rimarcando che i giornalisti "dovrebbero poter riportare le notizie senza rischiare violenze fisiche, e senza la paura che il governo possa distruggere immagini ottenute legalmente". Kovacs, citando il rapporto fornito dalla polizia sull'incidente, ha confutato il racconto del giornalista italiano affermando che gli agenti in servizio al confine quella sera avevano chiesto a Muzi soltanto di verificare se fossero riconoscibili i loro volti e, appurato che non lo erano, lo avevano lasciato andare.
Il portavoce ha anche assicurato che i cani sono rimasti al guinzaglio durante tutto il pattugliamento: "I cani possono abbaiare, sono addestrati per questo, proprio perché possano incutere paura". 

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