domenica 13 settembre 2015

Faccio completamente mie le parole di questo giornalista.

La pretestuosa e (inutile) polemica su Renzi che vola a New York per la finale degli Us Open

12/09/2015 - di 

La pretestuosa e (inutile) polemica su Renzi che vola a New York per la finale degli Us Open
Chiunque conosca lo sport italiano, e abbia due basi di storia del tennis sa bene che avere due tenniste italiane in finale agli Us Open è un qualcosa di, a dir poco, storico.
È qualcosa di inimmaginabile…è come se la Virtus Roma Basket si iscrivesse alla Nba e vincesse l’anello. Impensabile. 
So bene che questo è un paese calciofilo, dove se l’Italia arriva in finale degli Europei e Monti si presenta allo stadio per tutti si è davanti a qualcosa di assolutamente normale, ma ci sono molte più possibilità di veder vincere all’Italia un paio di mondiali di calcio nei prossimi 40 anni, che vedere un’altra finale di uno slam tra due italiani/e.
È per questo che il presidente del Consiglio Matteo Renzi deve essere presente, per rappresentare il proprio paese in una circostanza del genere. Lo dico chiaramente: qualora né lui né Mattarella fossero andati a New York, sarebbe stata una offesa per lo sport italiano.
Infine, fatemi dire una cosa: solo in questo paese abbiamo la capacità di perdere tempo in polemiche veramente inutili e un po’ stupide.

43 Commenti

  1. cocco scrive:
    Io sono d’accordo: la critica a Renzi è assolutamente pretestuosa e inutile.
    Come sono inutili e pretestuose le decine di critiche che questo giornale riserva alle altre forze politiche. Mi viene in mente la foto di Grillo su una barca con una bandiera delle Cayman (che in realtà era un bandiera della marina inglese), oppure tutti i complottismi che scrivete su casaleggio e sul blog di grillo. Ma vale anche per Berlusconi, Salvini e altri politici.
    Quelle non erano critiche pretestuose? che c’è vi da fastidio solo quando le critiche pretestuose sono rivolte al vostro politico preferito?
    I giornali ci campano di critiche pretestuose. E questo non fa eccezione. Quindi sarebbe meglio che fingeste di farvele piacere e che smettiate di fare gli ipocriti.
    • Thomas scrive:
      Nulla da aggiungere, ineccepibile
    • bruno scrive:
      il problema non è la sfida storica in finale, che di per sé è un evento eccezionale. Se ci fosse andato a spese sue era meglio. 150mila euro è costato il viaggetto. Un’apparamento per una famiglia di senzatetto. la pensione annua per 11 invalidi. lo stipendio di 8 insegnanti di sostegno. Oppure 8 infermieri. Fate voi? 150mila euro a spese mie e vostre. È la seconda volta che usa l’aereo di stato per cose personali.
  2. Daniele scrive:
    Poveretti… vi hanno fatto proprio il lavaggio del cervello, povere pecore che al primo titolo di stampa che dice una cazzata ve lo prendete subito per oro colato. Non lo sapete che i presidenti e altri politici (anche in italia) prendono i voli di linea, no certo perché eravate troppo impegnati a guardare le partite di calcio (o di tennis)
  3. Ax scrive:
    Offensivo accostare Pertini a Renzi il pagliaccio servo USA/Germania. La polemica nasce perché Renzi si ricorda solo dell’Italia che vince che riparte, nascondendo quella parte ridotta in miseria, da una politica UE/USA, con riforme che servono al neoliberismo. Basta ricordare la protesta della Coldiretti al Brennero per l’invasione di prodotti stranieri scadenti(latte e carne) a danno dei nostri agricoltori causando la chiusura in Italia di oltre 60 fattorie e stalle al giorno, cioè oltre 172 mila aziende. Se Renzi si fosse visto anche lì, e non solo all’EXPO sbandierando il made in Italy per poi pugnalarlo con politiche UE o peggio ancora con il TTIP, forse polemiche del genere non ci sarebbero.Vedere i commenti di qualcuno che si arrabbia di più se non fosse andato all’evento fa veramente ridere e capire la stupidità di certa gente. Popolo in buona parte rimbambito da calcio/tv/musica/gossip e tutte le altre put…..e , con cui i media ci sommergono, per evitare di creare persone pensanti, e ottenere consumatori schiavi del mercato. Tenetevi il vostro Duce,scusate premier.
  4. disqus_tvM78951lE scrive:
    Lo ribadiamo a beneficio dei non capenti: gli Us open sono un torneo organizzato per professionisti in cui la nazionalità è un dato come un altro. Non sono tornei di e per nazioni, in cui gli atleti gareggino in nome di, e pagati dal, proprio Stato. Fermo restando che in tal caso la nostra Costituzione implicherebbe la rappresentanza del Presidente della Repubblica e non del Consiglio, questo evento NON c’entra nulla con tali impegni di visibilità istituzionale. Non sono la Coppa Davis o la Fed cup, quest’ultima per giunta vinta più volte da Pennetta, Vinci e co. senza che nessuna carica istituzionale fosse mai presente. Inoltre sia Pennetta che Vinci sono state numero uno al mondo di doppio, la seconda vincendo tutti gli Slam.
    Voler troncare le polemiche da parte dell’oggetto stesso della polemica è patetico. La Pennetta inoltre ha sede fiscale in svizzera e vive da dieci anni in Spagna, così cpome il suo staff. Voler riportare questa vittoria alla provincialità della dimensione pugliese-italiana, e associarne meriti al CONI è francamente ridicolo.
    Insomma, gaffe galattica in cui ci sono gli estremi legali per una denuncia penale ai danni del PdC.
  5. Riccardo scrive:
    è vero che noi italiani abbiamo sviluppato il gusto della polemica e vediamo dappertutto il marcio o la fregatura, ma, in questo caso, bisogna saper distinguere. Per farlo, occorre osservare con attenzione le mosse dei nostri governanti e, soprattutto, non lasciarsi influenzare da pregiudiziali. Fatta questa premessa, sono io il primo ad essere felice se il Premier va a fare il tifo per i nostri sportivi nel mondo, ma lo fa da privato cittadino, non in veste di Presidente del Consiglio, sebbene si tratti di un evento eccezionale nella storia del tennis. Anche perché il rappresentante di noi tutti italiani, è il Presidente della Repubblica, come fece Pertini nel 1982, che andò in Spagna a sostegno della Nazionale, ripeto, “Nazionale”. Cosa molto diversa da una persona rappresentativa di una parte (politica) del Paese che partecipa a un torneo professionistico. Un conto è comportarsi da politico, un altro è comportarsi da statista. Un conto è tifare per la Nazionale, un altro è tifare per la connazionale. La differenza sta tutta qui.

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