mercoledì 26 agosto 2015

Presumiamo che la Lega Nord quando dice di fermare i migranti intenda imitare l'Ungheria. Proprio un esempio di grande nazione civile da imitare. Ai leghisti non va bene la Germania e invece gradisce l'Ungheria e la Russia. Complimenti.

Ungheria, ronde armate al confine contro i profughi

Il premier ungherese manda 2 mila uomini alla frontiera con la Serbia. Il filo spinato non ferma i profughi. A Roszke lacrimogeni sui rifugiati. Foto.

26 Agosto 2015
I profughi in marcia attraverso la Serbia, lungo i binari della ferrovia che da Subotica porta a Szeged, in Ungheria, hanno raggiunto la frontiera e tentano di passare il confine. Là dove incontrano la barriera di reti metalliche e filo spinato costruita a tempo di record dal governo Orban e ormai quasi completata, si arrangiano come possono per superarla. Scavalcandola o strisciando sotto di essa (foto).
Adesso però un nuovo corpo speciale, formato da oltre 2 mila uomini armati, è in arrivo al confine ungherese e minaccia di reprimere con la forza ogni tentativo d'ingresso.
TASK FORCE ARMATA AL CONFINE. Il capo della polizia di Budapest, Karoly Papp, ha assicurato in conferenza stampa che la task force «non avrà l'ordine di sparare», mentre il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha detto che l'esecutivo sta valutando anche l'uso dell'esercito. La nuova guardia di frontiera ungherese avrà sei raggruppamenti e un effettivo totale di 2.016 agenti, con l'obiettivo dichiarato di fermare i migranti.
ORBAN RIUNISCE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA. Il flusso, composto da migliaia di persone secondo la polizia locale, per ora non si arresta e il premier ungherese Viktor Orban ha convocato il consiglio di sicurezza, che ha deciso di mandare i rinforzi. L'ipotesi di schierare anche i reparti dell'esercito resta comunque sul tavolo, tra le proteste impotenti dell'opposizione. La maggior parte dei profughi bloccati finora dalle forze dell'ordine di Budapest provengono da Siria, Afghanistan e Pakistan. Nella giornata di martedì 25 agosto ne sono stati fermati 2.533, altri 1.300 nelle prime ore di mercoledì 26.
LACRIMOGENI NEL CAMPO PROFUGHI. Intanto i media internazionali riportano la notizia secondo cui le forze dell'ordine ungheresi avrebbero usato i gas lacrimogeni contro i rifugiati stipati in un campo nella città di Roszke, 180 km a Sud Est di Budapest.
SCONTRI LUNGO L'AUTOSTRADA. Nei pressi dello stesso centro d'accoglienza, lungo la vicina autostrada, nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 ci sono stati scontri con la polizia. Alcune centinaia di rifugiati (circa 400) si sarebbero infatti rifiutati in un primo momento di prendere posto sui pullman, cercando di oltrepassare la barriera di filo spinato. I migranti che si trovano attualmente al confine ungherese sono quelli che alla fine della settimana precedente sono riusciti a passare la frontiera tra la Grecia e la Macedonia, nonostante il blocco tentato e poi rimosso da Skopje. Hanno risalito la Serbia a piedi, con mezzi di fortuna o aiutati dai trafficanti, e puntano a entrare nell'Unione europea.
SANTANCHÈ: «UNGHERIA CORAGGIOSA». In Italia a commentare la 'blindatura' del confine ungherese è intervenuta l'onorevole di Forza Italia Daniela Santanchè: «In queste ore il governo ungherese ha schierato centinaia di poliziotti al confine per bloccare l'arrivo di migliaia di profughi. Chiara dimostrazione che un Paese con un grado di sviluppo ben al di sotto del nostro riesce comunque a difendere con coraggio la sua frontiera e i suoi cittadini, più di quanto non sia stato in grado di fare finora il nostro governo. Nuda e cruda realtà, bisogna prenderne atto, almeno fin quando la sinistra continuerà a tenere al guinzaglio l'Italia».

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